Dallo studio, pubblicato da Greenpeace International e Epia (Associazione europea delle industrie fotovoltaiche), emerge con chiarezza che orma il solare fotovoltaico, come ha spiegato Belli, è “una soluzione che risponde all'esigenza urgente di produrre energia pulita e rispettosa dell'ambiente”. Secondo il rapporto, infatti, l'energia solare potrà soddisfare il 5% del fabbisogno elettrico mondiale entro il 2020 e il 9% della domanda globale di energia elettrica al 2030.
Nei prossimi cinque anni, inoltre, il costo dei moduli fotovoltaici scenderà del 40%, dopo essere già sceso della stessa percentuale dal 2007 a oggiAggiungi un appuntamento per oggi. In questo modo, sarà raggiunta la cosiddetta ‘grid parity', con il prezzo dell'energia prodotta dal solare che potrà dunque competere con quello delle altre fonti energetiche. Nei prossimi tre/cinque anni, quindi, il fotovoltaico sarà una realtà per la maggior parte dei Paesi industrializzati, dove il costo dell'energia è sempre molto alto. Il solare sarà determinante anche per la fornitura di energia globale, specie nei Paesi in via di sviluppo. Entro il 2030, infatti, oltre 2,5 miliardi di persone potranno accedere all'energia elettrica grazie a questa tecnologia.
Non solo, per ogni kwh prodotto dai pannelli, si calcola un risparmio di 0,6 kg di CO2 immessa in atmosfera, un contributo importante per la lotta al cambiamento climatico. "Il solare fotovoltaico si dimostra una tecnologia chiave nella lotta al cambiamento climatico che assicura l'accesso diffuso all'energia da fonti rinnovabili - ha insistito Belli -. I miglioramenti tecnologici e l'abbassamento dei costi faranno raddoppiare entro 5 anni l'incidenza del fotovoltaico nella fornitura di energia primaria".
Oltre ai benefici ambientali, il solare fotovoltaico assume un ruolo sempre più importante sia come strumento di stabilizzazione dei costi energetici, sia come creatore di nuova occupazione. Ad oggi, sono 230mila le persone occupate nel mondo nel settore fotovoltaico e saranno 1.5 milioni nel 2015; in Italia, secondo un rapporto Ires/Cgil, a metà del 2009 gli occupati nel settore erano circa 6mila e, ad oggi, se ne calcolano circa 10mila.
Fonte: ANSA |