| Il maltempo sta progressivamente allentando la morsa sull’Italia, ma lascia dietro di sé una scia di danni enormi che coinvolgono tutto il sistema produttivo nazionale. Soltanto per l’agricoltura ci sono danni stimati in oltre 500 milioni di euro, l’80 per cento dei quali concentrati nelle regioni più colpite dall’ondata di freddo e gelo: Marche, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna, Basilicata e Sardegna. Oltre alle zone dell’Irpinia e della Capitanata. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Anche se le temperature lentamente cominciano a risalire e non si prevedono altre nevicate la situazione nei campi è ancora tragica: più di 50 mila tra aziende e strutture agricole come serre, stalle, cascine e magazzini danneggiate o crollate sotto il peso delle neve; 80 mila ettari di coltivazioni di ortaggi in campo aperto “bruciati” dal gelo e il 10 per cento tra alberi da frutta, viti e olivi distrutti; 10 mila gli animali morti tra mucche, pecore, cavalli, maiali e polli. E poi finite al macero oltre 150 mila tonnellate di frutta e verdura, 2 milioni di uova, 250 mila litri di latte e 5 mila tonnellate di carne. In più rovinati oltre 5 mila macchinari agricoli, tra trattori, autoveicoli merci, impianti di distribuzione del mangime e di mungitura, pompe idrauliche, gruppi elettrogeni e utilizzato il 35 per cento di gasolio in più rispetto allo stesso periodo del 2011, con un aggravio sulla spesa di oltre 5mila euro ad impresa visto anche il rincaro costante dei prezzi dei carburanti. Il quadro dell’agricoltura è catastrofico e sarà molto difficile tornare alla normalità. Gli agricoltori subiranno le conseguenze economiche di quest’ondata di maltempo non solo sul breve ma anche sul lungo periodo, dato che freddo e gelo rischiano di ridurre del 5-7 per cento la produzione agricola vendibile complessiva di quest’anno. Con effetti negativi sul valore aggiunto del comparto e sui redditi dei lavoratori, già calati di oltre il 20 per cento negli ultimi cinque anni. Per questo ora bisogna attivare tutti gli strumenti disponibili per sostenere il settore e aiutare gli agricoltori a risollevarsi per esempio stabilendo un adeguato rinvio dei pagamenti delle tasse, dei contributi previdenziali e dei mutui. Si tratta di misure necessarie per non rendere ancora più critica una situazione che non ha precedenti negli ultimi vent’anni. |
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