Gli autobus ad uso del pubblico che svolgono un servizio di linea collegando due o più regioni dovranno essere di classe “granturismo” e senza passeggeri in piedi. Lo ha stabilito il decreto legislativo n. 285/2005 che ha riordinato i servizi automobilistici interregionali. Dal 1° gennaio 2011 i gestori delle linee devono disporre di autobus immatricolati per la prima volta da non più di sette anni. Gli autobus potranno anche essere di tutti i colori, considerato il venir meno, in seguito ai processi di integrazione e liberalizzazione comunitari, della esigenza di una colorazione esterna imposta per norma. Per aver imposto il colore degli autobus l’Italia rischiava forse una condanna della Corte di giustizia europea.
Tanti anni fa c’erano solo i tram e dovevano essere verdi. Con un decreto del 18 aprile 1977 il ministro dei Trasporti stabilì poi anche il colore degli autobus in tutto il territorio nazionale. Il motivo era più che valido, poiché consentiva a turisti e viaggiatori di riconoscere gli autobus in qualunque città: quelli urbani dovevano essere giallo-arancio, quelli interurbani azzurri e quelli gran turismo (lunghe distanze) di colore celeste o grigio chiaro. Anche per gli scuola-bus era stato imposto un colore, il giallo-limone. Con un altro decreto del 21 luglio 1989 vi fu una piccola modifica per gli autobus interurbani su linee a concessione statale, che potevano essere anche rossi, oltre che azzurri. |