Due luoghi accomunati dallo stesso nome, che rimanda a nobili fasti: Villa Pallavicino e Villa Pallavicina. Si trovano a una manciata di chilometri l’una dall’altra. A Busseto (PR) ecco il Museo Nazionale Giuseppe Verdi, uno straordinario “spettacolo” verdiano, un’avvincente messa in scena dell’opera e della vita del maestro. A Polesine Parmense (PR) si trova l’Antica Corte Pallavicina Relais, unico castello di golena del territorio, costruito proprio sulle rive del Po e trasformato in un resort di charme. Arte, raffinatezza, piacere di vivere e alta gastronomia si incontrano in questo territorio che ha qualcosa di magico, che si avverte nell’aria.
Il microclima che consente di ottenere i culatelli perfetti, pregiato vanto dello chef e patron Massimo Spigaroli, è lo stesso che ha ispirato i capolavori di Verdi, e che modella il carattere e la passione delle genti di pianura narrate da Giovannino Guareschi. Altro notissimo indigeno di queste terre. Un fine settimana speciale è quello che si può vivere sulle tracce di Giuseppe Verdi, della storia, della letteratura e del cibo. Una visita al museo delle suggestioni, un luogo dove la musica e la carriera di Verdi si rincorrono attraverso le magnifiche sale di una villa di impianto seicentesco nella quale i visitatori possono liberamente girare da una stanza all'altra come sulla scena di un teatro, diventando così spettatori del tutto “particolari” in grado di muoversi all’interno dello spettacolo, cosa impossibile a teatro, può seguire o precedere un pranzo al ristorante dell’Antica Corte Pallavicina.
Con menu ispirato alle opere. Un rimando continuo tra palcoscenico e realtà, concreto gusto emiliano e romantici voli sulle ali della fantasia. Come ogni ambiente del percorso museale è dedicato a un’opera di Verdi, dall’esordio con “Oberto Conte di San Bonifacio” (1839) fino all’ultimo capolavoro: “Falstaff” (1893), così ogni piatto che esce dalla creatività di Spigaroli riporta ad un’emozionante aria verdiana. La realizzazione del Museo Nazionale Giuseppe Verdi, aperto nel 2009, ha richiesto quattro anni: l’ideatore è Mariano Volani, imprenditore di Rovereto che alla tenacia dei trentini associa da sempre una sfrenata passione per la musica. , commenta Volani spiegando di aver creato .
E sedersi a tavola gustando le prelibatezze preparate dallo chef Massimo Spigaroli completa in modo perfetto una giornata in queste ricche terre. Si inizia con il podio dei culatelli di suino bianco di 18 e 27 mesi del presidio Slow Food e di nera parmigiana di 37 mesi con giardiniera dell’orto, evocativi dell’umido paesaggio verdiano, condizione necessaria per la stagionatura del principe dei salumi. Ecco poi anguilla in agrodolce con uvette, germogli e crudo di gamberi, che rimandano alle atmosfere fluviali dell’Aida; i tortelli di erbette alla parmigiana evocativi dell’estate di San Giovanni; la faraona ricoperta di culatello cotta nella creta del Po e accompagnata dagli ortaggi coltivati nell’azienda agricola; il semifreddo agli amaretti, ricetta originale dello chef. Il pranzo è offerto a partire da 65 euro a persona, bevande escluse. |