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SVILUPPO E COMPETITIVITÀ DELL’IMPRESA AGRICOLA PASSANO PER IL RICAMBIO GENERAZIONALE

In un documento Agia-Cia, presentato al ministro Catania, le priorità dei giovani imprenditori della Confederazione italiana agricoltori per superare le criticità che frenano il “turn over” nei campi.

 

Un’agricoltura giovane è anche un’agricoltura innovativa e di qualità. Per questo è diventato sempre più urgente invertire il progressivo invecchiamento nella conduzione aziendale, dove solo il 2,9 per cento ha meno di 35 anni contro il 44 per cento che ne ha più di 65, mentre sono proprio gli “under 40” a creare in media il 35 per cento in più del valore aggiunto, rispetto ai colleghi “senior”. Eppure dal bene terra all’accesso al credito, passando per il fardello della burocrazia, gli imprenditori agricoli alle prime armi devono percorrere un vero e proprio percorso a ostacoli. Lo ha affermato l’Agia-Cia, in occasione della presentazione al ministro delle Politiche agricole Mario Catania di un documento che sintetizza le priorità per svecchiare il settore e per portarlo così sulla strada delle competitività. Sei i punti fondamentali della ricetta dei giovani dell’Agia-Cia: costituire la Banca della Terra anche attraverso l’uso dei terreni del demanio; istituire il Fondo comunitario di garanzia riservato ai giovani e finanziato dalla Pac; incentivare la formazione con la diffusione della banda larga e l’utilizzo del programma “Erasmus per giovani imprenditori”; creare un Osservatorio europeo che alleggerisca le pratiche burocratici; mettere in atto una politica sul reddito agricolo sia in sede nazionale che europea, escludendo completamente i giovani dal pagamento dell’Imu sui fabbricati rurali e incrementando le agevolazioni agli “under 40” contenute nel I pilastro della Pac. Se si vuole dare slancio al settore, -sostiene l’Agia-Cia- la prima regola è puntare sui giovani. Ma per innescare un “turn over” nei campi la prima barriera da eliminare è la difficoltà nell’accesso alla terra. È sempre più urgente in questo senso l’istituzione della Banca della Terra, un inventario telematico completo dei terreni agricoli disponibili, tra cui quelli di proprietà dello stato o di enti pubblici, da destinare a imprenditori alle prime armi, con la possibilità di affittarli a prezzi agevolati. “In questo senso l’Agia ribadisce le sue perplessità nei confronti del provvedimento sulla vendita dei terreni pubblici, contenuto nella Legge di Stabilità. Sebbene sia un passo in avanti nella direzione di un ricambio generazionale, va rivisto perché, così com’è, porta con sé il rischio reale di speculazione, associato al fatto che prevede solo 5 anni di vincolo di destinazione d’uso, oltreché garanzie insufficienti per dare la precedenza ai giovani”, ha affermato il presidente dell’Agia, Luca Brunelli, in occasione dell’incontro tra i dirigenti Cia e il ministro Catania, che si è svolto lunedì 19 dicembre. Piuttosto è auspicabile incrementare forme di conduzione alternative come l’affiancamento, facilitato dallo strumento del “factoring”, per consentire il passaggio del testimone tra imprenditori “senior” e “junior”, che in Italia rappresentano solo il 40 per cento dei casi di conduzioni d’azienda contro l’80 per cento nei Paesi membri. Sul fronte dell’accesso al credito, “chiediamo al ministro -ha continuato Brunelli- di intervenire per superare il contrasto tra i tre soggetti istituzionali preposti: il Sistema bancario, i Consorzi Fidi e l’Ismea. E allo stesso tempo, in sede comunitaria, di sostenere l’istituzione di un ‘Fondo di Garanzia’ riservato ai giovani Agricoltori, finanziato dalla PAC o reso compatibile con le regole degli aiuti di Stato”. “I numeri ci dicono che sono i giovani a condurre imprese vitali e di successo capaci di modernizzare l’agricoltura -ha sottolineato Brunelli- e di renderla davvero multifunzionale. Anche per questo è fondamentale alleggerire i vincoli e il carico della burocrazia italiana che certo non incoraggia a fare impresa. Basti pensare che gli oneri burocratici costano a ogni azienda più di 7mila euro l’anno”.


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