“La campana di Telecom suona sempre per gli stessi – commenta il comico genovese Beppe Grillo dal suo blog - Per i licenziati, i cassintegrati e i piccoli azionisti che hanno perso quasi tutto. Una campana a martello che preannuncia 3700 licenziamenti entro giugno 2011, per un totale di 7000 entro il 2012. La Telecom è in agonia con un titolo da prefisso telefonico e un debito di 34 miliardi di euro. L'unica opzione per salvare l'occupazione rimasta è venderla a Telefonica o a un'altra grande compagnia internazionale. Chi ha distrutto la più importante azienda italiana nel campo dell’innovazione costruita con le tasse di generazioni di italiani? - si chiedo Grillo che continua - A questa domanda dovrebbe rispondere un processo pubblico con al banco imputati politici (come Massimo D'Alema che la vendette a debito ai "capitani coraggiosi"), finanzieri e imprenditori con le pezze al culo e le barche a Portofino – conclude Grillo - un nuovo processo di Norimberga a chi ha assassinato l'economia italiana”. Da Telecom solo commenti di cortesia. “Il tavolo di domani con il governo a proposito degli esuberi previsti dal piano di Telecom Italia rientra nel quadro di necessari confronti in corso”. Lo ha detto il presidente Telecom Gabriele Galateri di Genola, rispondendo nel corso di un dibattito svoltosi all'Universita di Bari. "Ci sono processi in corso, lasciamo che questi processi vadano avanti perche ci siano confronti che sono necessari in questi casi" ha dichiarato, aggiungendo poi che "produttività e competitività nel nostro mondo non sono una scelta, sono un must". Il manager parla dell'esigenza di "avere un'azienda che sia on the edge per l'efficienza della competitività, un ex monopolio e la trasformazione da monopolio a mercato - anche per volontà del regolatore che ci impone di cedere quote di mercato ad altri concorrenti - va in direzione di una ristrutturazione di alcune aree della nostra attività (e di...) consentire lo sviluppo delle attività limitrofe". A proposito della banda larga, il presidente Telecom aggiunge che "va lanciata" ma ricorda anche i mancati 800 milioni di contributi promessi dallo Stato. "Mi sono state fatte presenti alcune priorità a cui non posso essere indifferente" racconta "oltretutto ad onor del vero non è tutto bloccato, il ministero dello Sviluppo Economico sta facendo accordi con gli enti locali per trovare il modo di completare il digital divide". Tre rivali di Telecom, Fastweb controllata di Swisscom, la divisione italiana di Vodafone e Wind hanno presentato un progetto di investimenti per le reti tlc di nuova generazione per il quale ritengono cruciale la partecipazione dell'ex monopolista italiana. Ma Telecom ha ribadito finora di voler proseguire con una sua strategia nel segmento. Telecom Italia e' convinta di riuscire a trovare un accordo con governo e sindacati sui licenziamenti. Antonio Migliardi, responsabile risorse umane della societa' tlc spiega di non dubitare che "alla fine riusciremo a trovare una buona soluzione per un problema serio quale quello degli esuberi" e di essere "consapevoli del fatto che questo tipo di problema va affrontato con le parti sociali". Domani i vertici Telecom sono stati convocati dal governo per ottenere chiarimenti sulle strategie industriali del gruppo, che prevede 3.700 licenziamenti entro la meta' del 2011, per un totale di 6.800 nel 2012. Migliardi sottolinea che i "decrementi dell'occupazione sono stati su base volontaria e attraverso esodi incentivati". Riguardo ai numeri, il responsabile delle risorse umane chiarisce che gia' a dicembre 2008 la societa' aveva prospettato al sindacato 4mila risorse eccedenti con il piano industriale 2009-2011, ma non vi era stato nessun accordo e i 2.300 tagli sono avvenuti tramite esodi incentivati. Superato il 2009, le risorse eccedenti toccavano le 6.800 unita', di cui 3.700 entro il 2011. "Ora siamo disposti a valutare una soluzione di tipo morbido, vogliamo pero' certezze sui tempi", perche' "non e' possibile che dal 2008 ad oggi noi stiamo ancora aspettando", dice Migliardi.
Ma i sindacati sono tagliati fuori dalla discussione
Al tavolo di questa settimana non saranno invitati i sindacati, che reclamano presenza e ascolto. «Mi auguro che il governo sia consapevole che non può esserci confronto sull'occupazione senza certezze industriali», è l'auspicio del segretario nazionale di Slc-Cgil Alessandro Genovesi, il quale spera che venga esaudita la richiesta di una convocazione a Palazzo Chigi avanzata dalle sigle di categoria e dalle segreterie confederali nazionali più di un mese fa, all'annuncio degli esuberi. Un piano di ridimensionamento che, secondo i sindacati e dati alla mano, non trova motivazione nei risultati registrati dall'azienda: nel 2009 Telecom ha infatti registrato un utile netto di 1,58 miliardi di euro, distribuendo dividendi tra agli azionisti per 1 miliardo. «La capacità di recuperare efficienza ha permesso al gruppo di raggiungere gli obiettivi di profittabilità e consente di guardare al 2010 con maggiore serenità», aveva affermato l'a.d. Franco Bernabé ad aprile durante la presentazione dei numeri, indicando come altro obiettivo la riduzione del debito. Ed evidentemente il licenziamento di oltre 6mila impiegati sarà una delle mosse chiave per raggiungerlo. Un comportamento che Genovesi definisce «vergognoso» da parte di un'azienda che inoltre «ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà e che continua a remunerare a peso d'oro dirigenti e manager». Sindacati che intendono muoversi in fretta, sfruttando tutti gli spazi concessi concessi dalla legge: le procedure in caso di licenziamento collettivo prevedono infatti 75 giorni per discutere con l'azienda una riduzione del numero degli esuberi o il ricorso a misure alternative come cassa integrazione o messa in mobilità. |