“E’ finito il traffico merci su rotaia tra Sardegna e Penisola e l’isola è uscita definitivamente dai circuiti europei. La società pubblica Ferrovie dello Stato ha infatti deciso unilateralmente di abbandonare la tratta Sardegna-continente dopo decenni di attività con considerevoli finanziamenti dello Stato e della Regione. Un vergognoso atto di protervia mentre il Governo nazionale sostiene in ogni occasione di prestare particolare attenzione all’economia del Mezzogiorno e delle isole”. Lo denuncia l’Associazione Socialismo Diritti Riforme che, sicura di un forte intervento della Regione, delle associazioni degli industriali e delle aziende seriamente danneggiate dall’assenza del trasporto merci su rotaia, esprime solidarietà alle organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero al oltranza “fino a quando l’azienda F.S. non si renderà disponibile a valutare ipotesi diverse della dismissione”.
“Trenitalia, incurante degli impegni assunti con la Regione Sardegna e dell’inchiesta giudiziaria in corso per interruzione di pubblico servizio, ha infatti deciso – sottolinea Maria Grazia Caligaris presidente dell’associazione e promotrice, da consigliera regionale socialista, dell’esposto denuncia alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti – di non rinnovare le concessioni a RFI per la tratta Golfo Aranci-Civitaveccia e di chiudere dal 1° dicembre l’impianto dello scalo laziale. L’atteggiamento delle Ferrovie dello Stato nei confronti della Sardegna non solo è assurda ma dimostra un’inaccettabile arroganza che la Regione ed il Consiglio regionale non possono assecondare.
E’ indispensabile che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti intervenga per far revocare le decisioni assunte da Trenitalia che mettono in crisi aziende come la Keller, con oltre 500 posti di lavoro a rischio, danneggiano l’economia dell’isola e accrescono, in un momento delicato per la ripresa, le difficoltà dei sardi”. “La strategia di RFI appare ancora una volta schizofrenica e controproducente per i cittadini. Mentre ha deciso la rottamazione della nave Garibaldi, revisionata peraltro nel 2007 con una ingente spesa di denaro pubblico, ha bandito – ricorda l’esponente socialista – una gara per l’acquisto di una nave trasporto rotabili per la Sicilia.
Una chiara volontà di non attendere soluzioni alternative previste dalla Regione Sardegna d’intesa con la Liguria e che vedono il coinvolgimento di privati per garantire il trasporto merci tra la Sardegna e la Penisola. Soltanto una mobilitazione generale che veda impegnati sinergicamente Regione – Giunta e Consiglio, parlamentari, lavoratori, imprenditori e le loro organizzazioni – conclude Caligaris – potrà convincere il Governo a evitare che le Ferrovie dello Stato continuino a speculare sulla Sardegna vendendo i beni dimessi, tagliando i servizi e ignorando le esigenze di una Regione insulare. |