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TRECCANI: SINDACATI, SCIOPERO CONTRO SVUOTAMENTO AZIENDA

 

"L’intervista rilasciata il 2 dicembre scorso dal presidente della Treccani, prof. Giuliano Amato, al quotidiano “la Repubblica”, attraverso la quale apprendiamo che la Treccani “rinuncia al cartaceo per investire nella rete e battere Wikipedia”, segna una grave discontinuità nella prassi delle relazioni sindacali e legittima le più cupe previsioni sul futuro dell’Azienda e sulla stabilità dei posti di lavoro." Cosi' una nota congiunta delle segreterie nazionali e territoriali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, insieme alla Rsu. "Dopo l’accordo sulla mobilità del settembre 2009, a cui si è aggiunto quello per la solidarietà attualmente in vigore per tutti i dipendenti, l’Azienda ha assunto un atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle rappresentanze sindacali, negando di fatto l’applicazione di un intero paragrafo dell’accordo stesso, quello che impegnava le parti a periodici incontri “per la verifica della attuazione delle linee di sviluppo indicate in premessa” - prosegue il comunicato.

"Oggi, in una fase di drammatica crisi del settore, ma in un periodo dell’anno (le festività natalizie) in cui è legittimo immaginare che la rete di vendita sia tesa al raggiungimento degli obiettivi annuali per garantire il fatturato alla Treccani, attraverso l’intervista il presidente Amato ci fa sapere, e fa sapere all’opinione pubblica, che siamo in presenza di una vera e propria ‘débâcle’ delle vendite e che “se continuiamo così, nel 2011 non avremo più nuovi compratori”. La domanda che ci poniamo è: perché? Perché il presidente Amato, un attimo prima di rilasciare l’intervista, non ha avvertito la necessità di convocarci per illustrarci lo stato dell’Azienda e le misure decise per arginare la frana? A chi giova questa logica del ‘tanto peggio tanto meglio’?" "Abbiamo colto, in alcuni passaggi dell’intervista, accenni alle “resistenze diffuse all’interno della Treccani” contro il web; ebbene, siamo stati proprio noi, fin dal lontano 1998, a firmare un accordo con l’Azienda per la creazione della ‘enciclopedia generalista digitale’, cui si sarebbero affiancate le ‘opere satelliti’ di carattere specialistico, insieme alla riduzione dei costi di struttura attraverso la creazione della ‘redazione unica’; siamo stati noi, negli anni, sempre inascoltati, a sollecitare l’applicazione di quell’accordo e di quella riforma; siamo ancora noi, oggi, a chiedere al presidente Amato (e ai vertici tutti della Treccani, stabilmente insediati da molti anni), come mai quell’accordo del 1998, che in anticipo sulla nascita di Wikipedia avrebbe fatto della ‘Treccani’ la prima enciclopedia italiana on line, è rimasto tenacemente, pervicacemente lettera morta - ricorda la nota.

"Non ci risulta, perciò, alcuna ‘geremiade interna verso le novità della tecnica’, né ci risulta che alcun lavoratore della Treccani si sia sottratto a percorsi di formazione o sperimentazione. Ci risulta, invece, una condotta aziendale incomprensibile, che ha minimizzato i problemi quando c’era da evidenziarli (come alla vigilia della mobilità) e li ha resi di pubblico dominio prima ancora di aver provato a risolverli (come in questo caso). Ci risulta una condizione drammatica del lavoro all’interno dell’Azienda, mortificato e reso superfluo da una politica sistematica di esternalizzazioni e appalti di cui non conosciamo né l’estensione, né il peso economico, né i vantaggi; nessun investimento ci risulta sulle attività attualmente svolte attraverso la rete o ad essa destinate, come Banca dati o Portale, amministrate come residuali."

"L’attacco alla capacità produttiva e di commercializzazione dell’azienda Treccani, condotto da quello stesso vertice che dovrebbe, invece, provvedere al suo rafforzamento e rilancio, fa temere lo svuotamento dell’Azienda attraverso l’unica politica di gestione praticata, e cioè l’azzeramento dei costi di struttura." "È per questo che i lavoratori della Treccani, riuniti in assemblea, hanno deciso, d’intesa con le Segreterie e con la RSU, lo stato di agitazione da effettuarsi attraverso 8 ore di sciopero che la RSU provvederà ad articolare secondo le modalità ritenute più opportune".


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