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TROPPO SMOG, COSÌ LA VITA DEGLI ITALIANI SI ACCORCIA DI 9 MESI

Allarme dell'Oms: situazione critica nelle città, bisogna razionalizzare il settore trasporti.

 

"In Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato" (le polveri sottili prodotte dalla automobili). E' l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), avvertendo di una situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri sottili da trasporto urbano che "rimane critica nelle maggiori citta' italiane". Marco Martuzzi, responsabile Impatto sulla salute del Centro europeo ambiente e salute dell'Oms, avverte: le polveri sottili emesse dal trasporto su strada rappresentano "la principale fonte di emissione di particolato nelle aree metropolitane italiane, e il suo impatto continua a rappresentare un problema di sanita' pubblica considerevole". Martuzzi delinea un quadro poco rassicurante: per effetto dello smog e dell'inquinamento urbani "morti premature e malattie croniche ed acute seguitano a colpire individui e famiglie". Cio' fa si' che "la diminuzione dell'attesa di vita e della capacita' produttiva pesi sulla nostra societa'", cui si aggiunde "il costo di migliaia di ricoveri ospedalieri che indebolisce il nostro sistema sanitario".

La situazione non sorprende, perche' non e' nuova: come ricorda l'Oms un recente studio dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) che riporta 17 citta' italiane tra le prime 30 citta' europee piu' inquinate, con Torino, Brescia e Milano ai primi posti della classifica. Non solo: l'ultimo studio sulla situazione in Italia pubblicato nel 2006 dal Centro europeo ambiente e salute dell'Oms stimava oltre 8.000 decessi l'anno in 13 citta' italiane per gli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico da particolato. Ma considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della Pianura Padana, il numero di morti dovuti alle polveri "potrebbe superare i 7.000 l'anno", in base a calcoli elaborati applicando la metodologia dello studio 2006. Dati e stime alla mano un'azione politica che affronti il problema del trasporto in maniera sistematica e strutturale "e' necessaria e urgente". A detta dell'Oms un guadagno in salute sostenibile "puo' essere ottenuto solo grazie a politiche che mirino al contenimento delle emissioni dei mezzi privati a motore integrando migliorie tecnologiche di veicoli e carburanti".

L'organizzazione mondiale della sanita' propone poi ispezioni obbligatorie ai veicoli, incentivi fiscali, con una pianificazione urbana che "promuova la pratica di camminare ed andare in bicicletta in condizione di sicurezza e il trasporto pubblico pulito ed efficiente". Cio', sottolinea l'Oms, riguarda "anche il trasporto pubblico extraurbano". Per l'organizzazione un approccio integrato e sinergico nel campo del trasporto "produrrebbe benefici a catena". Solo con la razionalizzazione e riduzione del traffico motorizzato privato, sottolinea, "ridurrebbero a sua volta il danno alla salute provocato dagli incidenti stradali, dall'esposizione al rumore, dall'inattivita' fisica, dagli effetti psicosociali e dalle emissioni di inquinanti dell'aria compresi gas serra", contribuendo cosi' "anche a mitigare l'avanzare del cambiamento climatico". A livello economico, la riduzione del particolato fino all'anno 2020 condurrebbe ad un risparmio fino a 28 miliardi di euro l'anno in Italia, calcolando insieme il risparmio sul costo della mortalita', delle malattie e degli anni di vita persi.


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