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TUMORE COLLO UTERO: IN PUGLIA SOLO 4 DONNE SU 10 ADERISCONO AGLI SCREENING

 

La tecnologia molecolare contro il Papillomavirus, per combattere il tumore del collo dell’utero – Sarà presentato nei prossimi giorni a Bari il volume “Test HPV e prevezione del carcinoma della cervice uterina. Dalle evidenze alla clinica” - Grazie all’avanzata tecnologia HC2 (Hybrid Capture 2) che rileva in DNA virale, il test HPV permette di individuare le anomalie cellulari pre-cancerose con grande anticipo rispetto al Pap test ed è raccomandato a tutte le donne al di sopra dei 30 anni - Maggiore sensibilità rispetto al Pap test, possibilità di allungare l’intervallo tra un esame e l’altro da 3 a 5-6 anni e risultati clinici oggettivi sono alcuni dei vantaggi del test, che è e si avvia a diventare anche protagonista dello screening primario - Bari, 28 ottobre - Si apre oggi a Bari il Congresso Nazionale della Società Ita

liana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), una 4 giorni dedicata alla salute femminile. Riflettori puntati sulla prevenzione del tumore del collo dell’utero, che è causato da alcuni ceppi di Papillomavirus e in Italia provoca 1.100 decessi ogni anno. Lo scenario dello screening sta cambiando, un’importante innovazione viene dalla tecnologia molecolare HC2, alla base del test HPV DNA, che rileva il DNA virale e individua fino a 13 tipi di HPV responsabili del 93% dei casi di pre-cancerosi. I dati dello studio italiano condotto dal gruppo NTCC (New Technologies for Cervical Cancer Screening Working Group), che ha coinvolto circa 100.000 donne italiane tra i 25 e i 60 anni, hanno evidenziato che il test HPV aumenta notevolmente rispetto al Pap test la sensibilità nell’individuare lesioni cellulari di alto grado, che se persistenti, possono evolvere in tumore.

“Con il test HPV abbiamo la possibilità di individuare con certezza la presenza del Papillomavirus – commenta il dott. Luciano Mariani, Ginecologia Oncologica, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma – La rilevazione approfondita della causa, che potrebbe portare allo sviluppo del tumore, ci permette di mettere in atto uno screening più efficace e di intervenire con anticipo rispetto al Pap test. Il test virale è un’arma di prevenzione importante, che dobbiamo sfruttare al meglio”. Al centro degli appuntamenti congressuali in programma a Bari, la presentazione del volume “Test HPV e prevezione del carcinoma della cervice uterina. Dalle evidenze alla clinica”, realizzato dal neonato gruppo IHSG – Italian HPV Study Group, per fornire ai ginecologi italiani informazioni chiare e pratiche sul test HPV.

“La recente letteratura internazionale ha dimostrato l’efficacia e la validità del test HPV DNA nella pratica clinica - ha dichiarato il dottor Silvano Costa, Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, Policlinico S. Orsola- Malpighi, Bologna - Con questo volume ci siamo impegnati a fornire ai ginecologi italiani un ausilio pratico per il corretto ed efficace utilizzo del test nella pratica quotidiana, includendo anche importanti evidenze sull’uso del test nella fase di follow-up delle pazienti trattate per lesioni non ancora invasive”. I dati più recenti hanno posto le basi per l’introduzione del test HPV come screening primario al posto del Pap test, lasciando a quest’ultimo un importante ruolo di selezione delle donne da inviare a esami più approfonditi, data la sua maggiore specificità.

“L’introduzione del test HPV nella pratica clinica rappresenta un’importante innovazione, che può contribuire a semplificare la gestione quotidiana delle pazienti - commenta il dott. Paolo Cristoforoni, Ginecologia Oncologica, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST), Genova - L’informazione appropriata della donna, il supporto e più in generale il concetto di counseling, sono aspetti fondamentali per garantire la piena comprensione e il corretto utilizzo del test HPV DNA”.

Come il Pap test, anche il test HPV si esegue con un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero, il campione viene quindi conservato in un liquido e analizzato con la tecnologia molecolare HC2. Oggi il test HPV è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale Italiano come test diagnostico di secondo livello, a un costo variabile da Regione a Regione. I primi progetti di screening primario con test HPV come primo livello sono già in atto in alcune regioni italiane.


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