GazzettaEconomica
Iscriviti alla newsletter
Visualizza in formato pdf  Visualizza in formato pdf

TUMORI SOLIDI, UN NUOVO GENE PROTAGONISTA

Uno studio dell’Istituto di genetica e biofisica del Cnr di Napoli sull’anemia del Fanconi ha individuato la funzione di FANCD2, coinvolto nella riparazione del DNA, la cui mutazione è responsabile della tumorigenesi. Lo studio è stato pubblicato su Molecular Cell

 

di Leonardo Verdini

Lo studio di malattie genetiche rare può portare a chiarire meccanismi molecolari alla base di numerose patologie, tra cui l’insorgenza di tumori e di infertilità. Lo conferma una ricerca sull’anemia del Fanconi, condotta dai ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Igb-Cnr) e pubblicata sulla prestigiosa rivista Molecular Cell, chiarendo la funzione di un gene (il gene FANCD2), che risulta mutato in questa patologia. Lo studio ha evidenziato come, in caso di danneggiamento del DNA, la scelta del corretto meccanismo di riparazione giochi un ruolo chiave nel determinare il destino di una cellula. “FANCD2 è un gene che risulta mutato nell’anemia del Fanconi, una complessa e rara malattia genetica che presenta una varietà di sintomi, tra cui la predisposizione a sviluppare tumori solidi, anemia ed infertilità: tutti aspetti ascrivibili a difetti nella riparazione dei danni al DNA”, spiega Antonio Baldini, direttore dell’Igb-Cnr.

“Con questo studio abbiamo evidenziato che la funzione primaria del gene FANCD2 nelle cellule del corpo è soprattutto quella di tenere inattiva la ‘giunzione non omologa delle estremità dei cromosomi’, un meccanismo di riparazione molto efficiente ma poco accurato”, prosegue il ricercatore. “In caso contrario, cioè se il gene non funziona e la cellula adotta il meccanismo di replicazione ‘sbagliato’, si ottengono anomalie cromosomiche e ipersensibilità ad agenti genotossici che sono la causa della predisposizione allo sviluppo di tumori solidi”. Questa scoperta riguardante l'azione del gene FANCD2 non è però rilevante solo per i malati di anemia del Fanconi, che presenta frequenza di 1–5 casi ogni 1.000.000 di nati e che in Italia con il 50% dei casi è concentrata in Campania, ma per lo studio dei tumori solidi in generale.

“Nella trasformazione neoplastica si accumulano un alto numero di mutazioni in numerosi geni, alcune delle quali sono causa, altre conseguenza della malattia”, sottolinea Adriana La Volpe, coordinatrice dello studio. “Le sindromi ereditarie di predisposizione al cancro come l’anemia del Fanconi, sono molto importanti per noi ricercatori per capirne le cause, permettendoci di discriminare tra mutazioni in geni ‘piloti’ del tumore e in geni ‘passeggeri’, le prime causa e le seconde conseguenza dell’insorgenza”.


01/02/2012   SABATO 4 FEBBRAIO LE ARANCE DELLA SALUTE AIRC

30/01/2012   IDENTIFICATI I FATTORI CHE CONTROLLANO L’IMPRINTING GENOMICO

28/01/2012   ALZHEIMER: UN VACCINO PER NON DIMENTICARE

26/01/2012   VACCINAZIONE HPV: ITALIA TERZA IN EUROPA

20/01/2012   IL MENÙ DEL FAST FOOD NON PUÒ ESSERE LA MERENDA

20/01/2012   LA SENESCENZA CELLULARE NON FERMA IL TUMORE

14/01/2012   ALZHEIMER? È UNA SPECIE DI DIABETE

09/01/2012   LA NICOTINA ESPANDE LA MEMORIA

DAIRY SHOW: S. FERMO VINTAGE REGINA DELLE FRISONE
FIERAGRICOLA DIVENTA UN ?CASE HISTORY? IL COMITATO DI EURASCO PROMUOVE LA MANIFESTAZIONE
NEL 2011 FURTI TRIPLICATI E CONTRAFFAZIONI DI AGROFARMACI PER OLTRE 30 MLN DEGLI
PATTO DI ALLEANZA PER UN?AGRICOLTURA INNOVATIVA E SOSTENIBILE
SUINICOLTURA, LA SFIDA DEL MERCATO ALLE PORTE
LA FILIERA AGRICOLA GUARDA ANCHE AL BIOMETANO
MALTEMPO: DISTRUTTE TONNELLATE DI ORTAGGI A GRAVE RISCHIO GLI ALLEVAMENTI
IL BRAVO CAMERIERE ISPIRA GLI STUDIOSI DEL MONDO QUANTISTICO