“Un risultato sicuramente deludente. E’ vero che per la Politica agricola comune si parla di invarianza di bilancio, ma è altrettanto vero che c’è il rischio nei prossimi anni di vedere sensibilmente ridotte le risorse a disposizioni degli agricoltori che già vivono una situazione estremamente difficile, con redditi in calo e costi in continua crescita”. Così il presidente della Cia-Politi commenta le proposte della Commissione europea per il piano pluriennale finanziario 2014-2020 dell'Ue, che prevede uno stanziamento di circa 371,7 miliardi di euro per la Pac (di cui 281,8 miliardi al I pilastro e 89,9 miliardi al II pilastro). Il documento congela la spesa della Pac, in termini nominali, ai livelli previsti per il 2013 e ciò, però, corrisponde ad una significativa riduzione in termini reali.
Rispetto, infatti, allo scorso periodo di programmazione, in cui il 39,4 per cento del bilancio totale era stato destinato alla Pac, il periodo di programmazione futuro prevede una sensibile diminuzione della spesa, destinando alla Pac il 36,2 per cento del quadro finanziario pluriennale complessivo. L’architettura della Pac a due pilastri sarà mantenuta e contemporaneamente saranno introdotte modifiche in vista di una maggiore semplificazione e modernizzazione della politica agricola europea per far fronte alle sempre più difficili sfide sociali, economiche e ambientali. Vi è, tuttavia, bisogno di maggiore flessibilità tra i due pilastri.
Lo scenario che si prospetta non è, quindi, dei migliori. Va riconosciuto al commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos un atteggiamento fermo a difesa dei redditi degli agricoltori, in questi anni fortemente penalizzati. Ma restano alquanto incerte le prospettive finanziarie. Non solo. La proposta della Commissione Ue è soltanto un primo passo. Ora la parola va ai ministri economici che sono chiamati, nelle prossime settimane, a prendere decisioni importanti per il futuro dell’agricoltura. Sarà, quindi, importante una forte azione da parte del governo italiano a sostegno dei nostri produttori agricoli, che da tempo vivono una situazione complessa e carica di pesanti ostacoli.
La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico dovrà essere destinato agli agricoltori professionali e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie. La Pac post 2013 dovrà assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato. |