Gazzetta Economica
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UNA SINTESI DELL'INTERVENTO DEL MINISTRO PRESTIGIACOMO

Quella del Forum Nucleare è una iniziativa importante perché va in una direzione moderna e responsabile. E soprattutto non ideologica. Quella di aiutare il paese a valutare nel modo più completo e corretto una scelta strategica per l futuro del paese come quella del ritorno al nucleare.

 

Perchè in Italia non si è discusso di nucleare, si sono fatte solo crociate
retoriche, fra chi era a favore a prescindere e chi contrario a prescindere.
E’ importante invece discutere nel merito e far partecipare l’opinione pubblica a
questa discussione, promuovendo una informazione non schierata, quanto più
possibile obiettiva, aperta a ciò che accade nel mondo.  
E’ importante questa iniziativa sul nucleare sia aperta al confronto più ampio,
certamente con la politica ma anche con il mondo accademico, con le imprese,
con il sindacato.  
Il Forum nasce proprio con questi obiettivi ed è quindi una iniziativa positiva, da
paese maturo, non incline a settarismi o a pregiudizi.
 
Il nucleare e l’ambiente  
 
Da Ministro dell’Ambiente ho condiviso e condivido la scelta di tornare al nucleare
in primo luogo per ragioni legate proprio alle esigenze che ha l’Italia, ma in realtà
tutto il mondo, di sviluppo sostenibile.  
Stiamo lavorando tutti per un sistema economico globale che abbia meno
bisogno di combustibili fossili: petrolio, gas e carbone:  
- perché petrolio non è infinito e costerà sempre più trascinando su anche il
prezzo del gas,  
- perché il petrolio, carbone e gas producono gas serra,  
- perché inquinano l’ambiente e l’aria delle nostre città
- perché in caso di incidente provocano disastri ambientali gravissimi.
Un sistema progressivamente de-carbonizzato è un sistema che punta sulle altre
fonti energetiche: rinnovabili e nucleare.
Siamo inoltre davanti ad una realtà internazionale che nei prossimi decenni non
chiederà meno energia ma ne richiederà molta, molta di più di quella attuale, un
incremento – quello derivante dai paesi emergenti come Cina, india, Brasile etc –
che in prospettiva porterà ad una crescita dei prezzi dei combustibili, con
difficoltà soprattutto dei paesi non produttori come l’Italia.  
Se non si interviene puntando su fonti ambientalmente sostenibili, in grado di
produrre quantità considerevoli di energia avremo sempre più inquinamento ed
energia sempre più cara.  
Le rinnovabili sono una grande opzione ma oggi non in grado di competere in
termini quantitativi, qualitativi ed economici col petrolio, gas e carbone. Oggi per
produrre la stessa energia elettrica di una centrale nucleare di media potenza
bisognerebbe coprire di pannelli solari un’area pari a 20 mila campi di calcio.  
 
Io credo e spero che nel prossimo secolo la Terra dei nostri nipoti sarà tutta
alimentata con le rinnovabili, perché sono convinta che la tecnologia riuscirà a
rendere queste fonti competitive, convenienti e utilizzabili su vastissima scala.
Oggi però non è così e non lo sarà per i prossimi decenni.
Forun
Nucleare
Italiano


Intervento
Stefania
Prestigiacomo

2

 
Per questo all’incentivazione ed alla ricerca sulle rinnovabili bisogna affiancare un
robusto nucleare, così come accade in tutti i paesi industrializzati.        
Perché è veramente paradossale che i paesi considerati più “verdi” ed il cui
esempio ci viene continuamente ricordato, penso alla Svezia, alla Francia, alla
Germania, all’Inghilterra puntino come noi sulle rinnovabili ma abbiano e
mantengano una robustissima componente nucleare e l’Italia debba raggiungere
obiettivi di sostenibilità analoghi puntando sempre in prevalenza sui combustibili
fossili con cui oggi l’Italia produce l’80% della propria energia (il 12 %
petrolio, il 55% gas, 13% carbone). Ed è altrettanto paradossale che si
guardi agli Usa di Obama, al Giappone e perfino alla Cina come esempi virtuosi
rispetto all’Italia ed in quei paesi i programmi nucleari sono in piena espansione.  
Mi chiedo e chiedo agli ambientalisti: ma lo sviluppo sostenibile lo vogliamo
continuando ad avere nel nostro mix energetico oltre l’80 % di combustibili
fossili?  
Oggi un ex presidente di Legambiente, del cui impegno ambientalista non è
possibile dubitare, si fa promotore di un progetto di informazione “laica” sul
nucleare. All’estero alcuni “guru” della cultura “verde” hanno cambiato idea sulle
centrali. Sono segnali importanti, segnali che ad una cultura ambientalista
dogmatica si sta affiancando validamente una cultura ambientalista
pragmatica, che punta a migliorare l’ambiente qui ed ora, e non s’arrocca su
posizione talebane che non hanno riscontri nel mondo occidentale e che poi in
concreto, sostanziandosi un dei “no” a tutto porterebbero ad un paese in cui si
continua ad inquinare ed ad un mondo in cui si continua a perdere la battaglia
per il clima.  
 
 
L’importanza di scelte consapevoli
 
Io credo invece che l’Italia abbia bisogno di scelte consapevoli che consentano il
ritorno al nucleare:
- con le massime garanzie in materia di sicurezza (accordi con Francia,
Slovenia, Usa)
- con le migliori tecnologie esistenti (visita Flamanville e Westinghouse)
- con il consenso di territori pienamente informati sia delle problematiche
che dei vantaggi che derivano dall’ospitare una centrale nucleare.   
E credo che più energia elettrica pulita ci sia bisogno se vogliamo orientare il
nostro sistema nazionale verso la sostenibilità: penso in primo luogo alla
mobilità. Se vogliamo eliminare il problema delle polveri sottili davvero e per
sempre dalle nostre città la soluzione è la mobilità elettrica. Per raggiungere
questo obiettivo abbiamo bisogno di tecnologia ma, in prospettiva di tanta, tanta
energia elettrica in più a costi contenuti per sostituire benzina e diesel.



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