Con delibera immediatamente esecutiva il Consiglio di Amministrazione dell’Università, dopo un approfondito esame, ha approvato il Bilancio di previsione 2011 dell’Ateneo barese. Bilancio che, dopo gli adempimenti amministrativi successivi, sarà subito disponibile in rete a tutti sul sito www.uniba.it, secondo quel principio di piena trasparenza degli atti che fa dell’Università di Bari un Ente pubblico all’avanguardia in Italia. Il Rettore, prof. Corrado Petrocelli, nell’occasione ha voluto inviare un messaggio di rilevante importanza sia alle diverse componenti dell’Università: studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, sia alla società civile di cui l’Università è espressione e che vive, concretamente, nell’Università e ai giovani che la frequentano e vi studiano con impegno, serietà ed il cuore pieno di speranza e timore per il futuro, giovani a cui dobbiamo risposte.
Egli ha sottolineato che, nonostante le pesanti conseguenze che la crisi economica causa al sistema universitario, in particolare del meridione, l’Ateneo barese ha saputo reagire con spirito di innovazione, di spinta, di fiducia e insieme di grande sacrificio. E che i tagli non hanno frenato l’appassionato impegno di tutta la comunità universitaria a reagire. Stringere la cinghia sì, ma senza ridimensionare il funzionamento ordinario dei Dipartimenti e delle Facoltà, lo svolgimento della ricerca scientifica, e le iniziative per gli studenti.
E ne sono prova l’aumento di brevetti e spin off, e, anche con l’ausilio di quote di cofinanziamento di Ateneo, la realizzazione di brillanti progetti di ricerca, di reti di laboratori, di progetti regionali e comunitari, il nuovo centro polifunzionale per gli studenti nell’ex Palazzo delle Poste. Si era partiti con il pesante fardello dell’incremento del personale universitario, ben superiore a quello nazionale, in particolare docente, negli anni dal 2002 al 2006. Nel 2007 l’Ateneo barese ha dovuto compiere significativi sforzi, contenendo le assunzioni del personale nei limiti del 20% delle risorse liberate dal turn over, e convogliando larga parte di tali risorse a favore dell’assunzione di giovani ricercatori oltre a ripianare mancate corresponsioni di arretrati degli anni pregressi.
Questi risultati sono stati raggiunti con una oculata azione finanziaria in una linea politica di equilibrio di bilancio che prova come l’Università di Bari, con serietà istituzionale, faccia la sua parte nel contenimento della spesa pubblica. Tale rigorosa impostazione consente di reggere la diminuzione costante delle assegnazioni del Fondo di Finanziamento Ordinario. Perciò il Governo deve intervenire per garantire una sostanziale integrazione delle risorse destinate agli Atenei statali, risorse ormai al di sotto del fabbisogno minimo complessivo. In valore assoluto, la perdita di risorse a titolo di finanziamento ordinario, registrata tra l’anno 2008 e l’anno 2011, è stata di ben 29.457.214,00!
Senza questi tagli oggi l’Università di bari non sarebbe in sofferenza. Infatti oggi, a fronte di quello determinato in occasione dell’approvazione del bilancio 2010 di Euro 52.252.783,93 si registra l’ abbattimento, in un solo anno, di quasi il 50%! Malgrado ciò per l’esercizio in corso il disavanzo di amministrazione presunto è pari ad Euro 26.197.708,96. E nel pieno rispetto dei vincoli posti dal piano di rientro triennale, 2010/2012, pur provvedendo al pagamento, per un importo di circa 25.000.000,00 di euro, degli arretrati relativi all’anno 2008 per tutto il personale. Il disavanzo presunto relativo alla gestione finanziaria dell’esercizio 2011, si attesta, invece, ad Euro 28.726.067,27.
E se si non fossero determinati, a partire dall’anno 2009, i succitati tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, ed i rimborsi allo Stato rivenenti dalle riduzioni obbligatorie di spesa, si sarebbe potuto registrare addirittura in positivo un avanzo di amministrazione, per l’esercizio 2011, di Euro 3.097.378,55. Ciò è la dimostrazione della validità del percorso virtuoso intrapreso. La rilevanza di tali risultati è tanto più apprezzabile se si considera che invece in altri Atenei, sono stati azzerati gli stanziamenti di spesa per dotazioni, ricerca scientifica e servizi agli studenti.
La positività dei risultati raggiunti non deve far dimenticare, però, i problemi gravissimi che l’Ateneo barese deve affrontare per rispondere alle attese di una popolazione studentesca di quasi 60 mila giovani ed alle progettualità legate al territorio nel significativo apporto che l’Università di Bari dà allo sviluppo della Puglia ed all’area meridionale Il Governo, ma anche la Regione, gli Enti Locali, le Imprese debbono compiere scelte non sulla base di emotive considerazioni ma sui programmi, sulle esigenze profonde dello sviluppo che non tollera più scorciatoie e facili consensi.
Abbiamo voluto affrontare – ha dichiarato il rettore – le difficoltà nella loro durezza senza mai celare nulla, sempre in piena trasparenza: ci rimetteremo subito al lavoro, con confronti serrati, secondo percorsi condivisi migliorando ulteriormente i processi decisionali, raccogliendo le sfide gravose che ci attendono. A questo impegno non verremo meno, ma soprattutto non verremo meno alla nostra idea di università e in particolare ai principi di autonomia e di libertà nella ricerca e nella formazione, su cui continueremo ad insistere, certi così di contribuire davvero al futuro del territorio e del Paese. |