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UNICAA PUNTA SUI DISTRETTI AGRICOLI

L’organizzazione nazionale espressione di Uniagronomi, Confcooperative e UNIMA, scommette sulla formula dei distretti agricoli. Merigo (presidente di UNICAA): “Alcune recenti esperienze, a partire da quelle lombarde, hanno dimostrato che la strada è percorribile”.

 

“In una fase in cui la nostra agricoltura è alla ricerca di soluzioni che consentano di farle recuperare competitività, la promozione dei distretti agricoli e agroalimentari rappresenta una delle strade più razionali da percorrere per creare nuove occasioni di sviluppo per il settore primario”: questa, in sintesi, la recente presa di posizione a favore dei distretti in agricoltura da parte di UNICAA, l’organizzazione nazionale partecipata da Uniagronomi, UNIMA e Confcooperative, espressione di varie realtà del mondo agricolo e del comparto agromeccanico. UNICAA scommette dunque su un percorso di aggregazione tra le imprese agricole basato su logiche innovative capaci di valorizzare le produzioni insieme al territorio.

“I distretti – ricorda il presidente di UNICAA, Giambattista Merigo – rappresentano una particolare forma di aggregazione per le imprese nel settore primario. Concretamente un distretto agricolo nasce da un accordo tra diversi gruppi di imprese agricole e agroalimentari, generalmente già organizzate in cooperative e organizzazioni di prodotto, le quali decidono di dare vita a più alti livelli di aggregazione per realizzare economie di scala e sinergie di vario tipo”. Un passaggio fondamentale per la creazione di un distretto è l’accreditamento da parte dell’amministrazione regionale. “L’accreditamento – continua Merigo – costituisce un riconoscimento importante per un territorio rurale. Lo strumento del distretto rappresenta uno stimolo perché le realtà agricole presenti in quel territorio dialoghino maggiormente tra loro e inizino ad elaborare progetti comuni”.

Sotto il profilo pratico, l’individuazione di un distretto, deliberata dagli organi di governo di una o più amministrazioni regionali, consente di definire un quadro d’azione all’interno del quale far confluire progetti di sviluppo con eventuale priorità d’accesso a finanziamenti e incentivi pubblici. “Alcune recenti esperienze distrettuali, tra cui quelle avviate in Lombardia – sottolinea Danilo Pirola, direttore di UNICAA -, hanno dimostrato che la strada è percorribile. Soprattutto in una situazione di scarsità di risorse pubbliche quale quella attuale, i primi soldi erogati vanno di preferenza ai soggetti che dimostrano di sapersi mettere insieme”. In questa logica nei prossimi mesi si attende da parte delle Regioni che hanno promosso la costituzione di distretti agricoli e agroalimentari l’elaborazione di una legislazione di vantaggio che consenta di riempire di contenuti questo importante strumento di sviluppo delle nostre aree rurali.


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