Migliaia sono gli studenti che in queste ore vivono con trepidante attesa l'inizio delle prove di accesso ai corsi di laurea universitari. Per migliaia di giovani da anni i test sono la lotteria che può cambiare la vita: negare l'accesso ai propri sogni o consentire l'accesso a quello che sembra essere un luogo formativo, ma che invece è sempre più una non-università. Impedire agli studenti di accedere al corso di studi più vicino alle loro propensioni, selezionandoli mediante domande non attinenti al percorso scolastico, ma proprio su quelle materie che saranno oggetto degli studi futuri (di cui non necessariamente son tenuti ad avere conoscenze) non solo è ingiusto, non solo è sbagliato dal punto di vista delle stesse esigenze produttive tanto declamate, ma è anche folle.
E' profondamente incoerente chiedere agli studenti elevati standard qualitativi per accedere a un luogo della formazione che di qualitativo ha sempre meno. Se poi aggiungiamo che gli standard qualitativi vengono valutati con domande a crocetta, sempre più spesso sbagliate, e che in alcuni casi vere e proprie organizzazioni criminali si sono prodigate con ogni mezzo per fornire a benpensanti e benestanti genitori le risposte per i loro figli in cambio di migliaia di euro allora il quadro tragicomico è completo. Con i test d'ingresso inizia uno degli anni più complessi della storia universitaria. Tra tagli e buchi di bilancio, disavanzi, proteste dei ricercatori, rabbia degli studenti, incapacità degli atenei di mantenere l'offerta formativa, non è detto che le porte di tutte le università aprano davvero in questo caldo 2010/2011.
A partire da oggi, con i test di accesso per il corso di laurea di Biologia e soprattutto in vista dei test di ingresso di Medicina e Odontoiatria, che hanno purtroppo segnato la nostra Università, Link Bari sarà costantemente impegnata con banchetti informativi e per recepire segnalazioni circa irregolarità nello svolgimento dei test. Apprezziamo molto lo sforzo dell'amministrazione universitaria per garantire la legalità ed il regolare svolgimento delle procedure concorsuali, ma continueremo a ribadire che una selezione all'ingresso fatta in questo modo risulta essere anti-meritocratica e lesiva del diritto allo studio. Continueremo, inoltre, a chiedere all'Amministrazione universitaria che le maggiori entrate derivanti dal pagamento della quota di partecipazione ai test vengano destinate a particolari servizi per gli studenti ed alla predisposizione, a partire dal prossimo anno accademico, di corsi preparatori ai test di ingresso organizzati direttamente dall'università e non da associazioni studentesche o da privati. |