Il comune di Torino e la Cia (Confederazione italiana agricoltori) stringono un "patto di alleanza" per un futuro con più agricoltura, e lo fanno siglando la "Carta di Matera", il manifesto programmatico delineato dalla Confederazione con l'obiettivo di costruire una nuova politica agraria nazionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali. Nel giorno dell'apertura ufficiale della VI Festa nazionale dell'agricoltura, che si terrà fino all'11 settembre nei Giardini Reali del capoluogo piemontese - una scelta dettata dalla volontà di celebrare i 150 anni dell'Unità nella prima capitale d'Italia - il sindaco di Torino Piero Fassino e il presidente della Cia torinese Lodovico Actis Perinetto hanno sottoscritto il documento stilato dalla Cia esattamente un anno fa in occasione della V Festa nazionale dell'agricoltura tenutasi a Matera nel settembre 2010. Una firma avvenuta nella sede del Comune in Piazza Palazzo di Città alla presenza del presidente della Cia nazionale Giuseppe Politi, del presidente della Cia Piemonte Roberto Ercole, del sindaco di Matera Adduce e di una rappresentanza dell'Anci regionale. "Torino saluta gli agricoltori italiani che da oggi offriranno con la loro Festa una rassegna delle loro produzioni - ha spiegato Fassino in conferenza stampa - inserendosi così nel calendario degli eventi per il 150esimo e contribuendo al successo corale di questa celebrazione. Torino e il suo territorio hanno investito un grande impegno nella promozione di un'alimentazione 'buona, sana e giusta' e nella cultura dell'alimentazione diffusa tra i cittadini, che in numero crescente ricorrono a un consumo informato, consapevole ed etico". Inoltre, ha continuato Fassino, "Torino è circondata da territori di produzione alimentare di assoluta eccellenza e la sua provincia vanta un ricco paniere di prodotti tipici certificati, la cui unicità è garantita e protetta". "La città dunque - ha osservato il sindaco di Torino - svolge un ruolo centrale nella promozione dei prodotti locali e la qualità alimentare è un bene diffuso e ben presente nelle tavole dei torinesi. Con questi presupposti, la linea indicata dalla 'Carta di Matera' è pienamente condivisibile e per questo oggi ho apportato la mia firma al documento. I nostri cittadini sapranno quindi apprezzare l'opportunità della Festa e cogliervi, oltre la piacevolezza dell'incontro con prodotti di ogni tipo, lo stimolo per proseguire lungo la strada virtuosa del consumo consapevole". "Il risultato finora ottenuto dalla 'Carta di Matera' - ha affermato Politi - è di grandissimo valore e soprattutto è di riconoscimento per le nostre scelte. Tantissimi sono stati i comuni e le province che l'hanno sottoscritta. L'agricoltura, del resto, può ancora dare un contributo importante alla crescita e allo sviluppo del paese, anche dal punto di vista dell'occupazione. Per questo motivo la sottoscrizione del nostro documento da parte del sindaco di Torino Piero Fassino, che coincide con la nostra VI Festa nazionale, rappresenta motivo di soddisfazione, poiché coinvolgiamo nel progetto Cia una grande città con alle spalle una storia importante e che con l'agricoltura ha avuto da sempre un rapporto estremamente concreto e positivo. Per noi, dunque, Torino, diviene una tappa fondamentale del nostro cammino per gettare le basi di un futuro con più agricoltura". "D'altro canto - ha proseguito il presidente della Cia nazionale - il successo che abbiamo raccolto in questi mesi è di grande rilevanza e su questa strada proseguiremo con incisività, coinvolgendo un numero sempre maggiore di comuni, province e regioni. La firma della 'Carta' non è, infatti, un semplice atto formale da parte delle Amministrazioni locali: da parte loro c’è un preciso impegno per garantire all'agricoltura i sostegni e gli strumenti necessari per crescere, in modo da assicurare uno sviluppo equilibrato e compatibile dei territori". Il presidente della Cia Piemonte si è soffermato invece sul ruolo della città di Torino come simbolo dei 150 anni dell'Unità d’Italia, che è anche l'unità della nostra agricoltura. "La scelta di Torino non è certo casuale. In questo modo - ha sottolineato Ercole - abbiamo voluto onorare, con lo svolgimento della VI Festa nazionale dell'agricoltura, la città che fu la prima capitale d'Italia. Far coincidere l'edizione straordinaria della nostra iniziativa con le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità ha un aspetto significativo. Vogliamo cioè evidenziare il ruolo degli agricoltori nella creazione dello spirito dell'Unità nazionale, ma anche instaurare con i cittadini e con la società un rapporto nuovo". Con la Festa di Torino "vogliamo, appunto, cercare di dare una svolta che sia veramente positiva. La 'quattro giorni', con il capoluogo piemontese protagonista, deve rappresentare un momento importante ed esaltante per aprire prospettive nuove. Dobbiamo, come del resto recita la 'Carta di Matera', lavorare con determinazione per costruire - ha concluso Ercole - un futuro di certezze, unendo innovazione e ricerca della tradizione e dell'identità, in maniera da saldare sempre di più il rapporto tra agricoltori e consumatori. Il tutto allinsegna di un forte impegno comune". |