L’attività dell’interprete non vuole limitarsi alla circolazione delle idee all’interno delle comunità degli esperti, ma intende portare i contenuti dell’analisi ai decision – makers e ad un pubblico più vasto rispetto a quello tradizionalmente coinvolto da questi temi. Con questo spirito, abbiamo collaborato, con il Ministero degli Affari Esteri e la Regione Puglia, all'organizzazione del work shop Verso la costituzione di una Macro Regione Adriatico-Ionica, in linea con il dibattito in corso sulla strategia europea per la costituzione di Macro-Regioni, nuove realtà di integrazione europea attraverso lo strumento della cooperazione territoriale. Creare la Macro Regione Europea Adriatico-Ionica è un importante obiettivo della politica estera nazionale, e sicuramente rappresenta un tema di estremo interesse per le realtà regionali che insistono sul versante adriatico-ionico italiano.
La Macroregione raccoglie in un’unica iniziativa istituzionale tutte le regioni italiane orientali (Friuli - Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia) e otto Stati dell’Europa Sud Orientale (Grecia, Albania, Croazia, Slovenia, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Serbia). L’idea della conferenza è stata formulata con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e vede il patrocinio del Comitato delle Regioni dell’unione Europea e la collaborazione di Ansa Med e Radio Radicale in qualità di media partner.
Il 17 Settembre a Bari il Sottosegretario agli Affari Esteri Sen. Alfredo Mantica incontrerà i Presidenti delle 10 regioni italiane facenti parte della Macroregione Adriatico-Ionica. L’obiettivo dell’incontro politico e diplomatico, a cui parteciperà anche il Presidente del Comitato delle Regioni dell’unione Europea Mercedes Bresso, è quello di compiere i passi necessari per la costituzione di una Macroregione a cavallo dei Mari Adriatico e Ionio. Una nuova Euroregione che rilanci le relazioni regionali tra Paesi membri e Paesi candidati, accorciando i tempi di adesione dei Balcani occidentali nella UE. |