“Accanto ad un’azione tesa a tutelare gli interessi degli agricoltori italiani nel difficile confronto sulla Pac post 2013 è indispensabile avviare da subito un confronto concreto e costruttivo tra tutti i soggetti della filiera agroalimentare e le istituzioni centrali e locali per un nuovo progetto di politica agraria. Un percorso che deve avere il suo punto focale in una Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Un appuntamento più volte annunciato, ma mai finora realizzato. Lo impone l’attuale difficile situazione del settore primario e il dramma economico e sociale in cui vivono migliaia di imprese”. E’ quanto ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori intervenendo oggi a Roma, presso, la Luiss, nell’ambito delle iniziative per la presentazione del progetto “Agrisphera”. “L’Italia agricola -ha insistito Politi- ha bisogno di una nuova strategia condivisa e di ampio respiro. Basta, quindi, ai provvedimenti di emergenza e frammentari. Occorre sviluppare ricerca e innovazione, ricambio generazionale e aggregazione fondiaria, efficienza dei mercati, sostegno della competitività e costi di produzione, semplificazione amministrativa. E’ ormai giunto il momento di cambiare. Se si vuole puntare alla cresciuta e alla competitività delle imprese è indispensabile cambiare marcia. La manovra del governo Monti non dà risposte puntuali e concrete in questa direzione. Per questo chiediamo che si riaccendano i riflettori sull’agricoltura e si tenga realmente conto del ruolo fondamentale che svolgono gli imprenditori agricoli del nostro Paese”. “D’altra parte, abbiamo sempre sostenuto che -ha rimarcato il presidente della Cia- una posizione forte nel negoziato sulla riforma della Pac deve avere, a monte, un’idea chiara di agricoltura nel nostro Paese e dovrà essere funzionale ad un progetto di agricoltura. “Per quanto riguarda la riforma della Pac 2014-2020, essa -ha aggiunto Politi- deve avere precise priorità: efficienza del mercato, rafforzamento delle organizzazioni di produttori, diffusione dell’economia contrattuale, misure per favorire il ricambio generazionale, sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”. “La proposta formulata dalla Commissione Ue -ha detto Il presidente della Cia- non ci soddisfa affatto. C’è bisogno di correzioni proprio per garantire un futuro di certezze agli agricoltori. L’Italia non può accettare una redistribuzione dei fondi del I pilastro che peggiori ulteriormente la sua posizione finanziaria, con una riduzione del 6,9 per cento del budget di risorse. Per questa ragione al commissario europeo all’Agricoltura abbiamo sollecitato un confronto sereno e responsabile sulla riforma Pac post 2013, proprio per garantire un futuro di equità e sviluppo all’agricoltura europea”. “La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico -ha ricordato Politi- dovrà essere destinato agli agricoltori professionali e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie”. “Ecco perché insistiamo affinché -ha rimarcato il presidente della Cia- nel complesso negoziato comunitario sulla Pac 2014-2020 ci sia una posizione autorevole dell’intero governo in grado di far valere le ragioni dei nostri agricoltori. Una posizione del ‘sistema Paese’. E’ in gioco il futuro di centinaia di migliaia di imprese che rappresentano un patrimonio inestimabile per l’apparato economico, per l’intera società italiana”. |