Roma, 23 ottobre 2009 - Il Consiglio d'Amministrazione della Rai ha rimandato a mercoledì prossimo la disamina del rinnovo contrattuale di Bruno Vespa, considerato dai vertici di viale Mazzini troppo oneroso. L'accordo che lega il giornalista alla società radiotelevisiva pubblica fino ad agosto 2010 prevede attualmente un minimo di un milione e duecentomila euro per cento puntate di Porta a Porta. Un compenso che per il nuovo contratto avrebbe dovuto subire un aumento del ventidue percento. I consiglieri Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo hanno quindi chiesto il rinvio dell'esame del rinnovo contrattuale al direttore generale della Rai Mauro Masi, al fine di riconsiderarne i termini.
Vespa si è giustificato sostenendo che l'adeguamento al rialzo è dettato dall'inflazione decennale di cui non si sarebbe tenuto conto in alcuni elementi dei vecchi contratti e alla presenza di ventisei trasmissioni in più rispetto all'accordo precedente. "Sono cifre da capogiro - ha commentato Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti -, soprattutto se si pensa che più volte a Porta a Porta lo stesso Vespa ha parlato del problema del precariato e della gente che stenta anche ad arrivare a fine mese. Sarebbe una cifra congrua e giusta - conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - se si ricordasse di essere abruzzese devolvendo la metà del suo stipendio alle vittime del terremoto". |