L'assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia senza che tu debba fare nulla. Ma c'è un paradosso che rischia di costare caro alle lavoratrici madri: il bonus che anticipa l'uscita fino a 16 mesi o alza l'importo della pensione non scatta in automatico. Va chiesto a parte, entro una finestra precisa, altrimenti il diritto si perde per sempre. Con il messaggio n. 2124 del 26 giugno 2026 l'INPS ha messo nero su bianco scadenze e modalità operative: ecco esattamente cosa devi fare, quando e come.
La scadenza che non puoi sbagliare
La richiesta va presentata entro il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia, calcolata senza considerare l'agevolazione. In termini pratici: se senza bonus la pensione comincerebbe il 1° ottobre 2026, la domanda deve essere inviata entro il 30 settembre 2026. Il termine è legato alla data di decorrenza effettiva del trattamento, non al momento in cui si maturano i requisiti anagrafici.
Poiché la trasformazione è automatica, molte lavoratrici scoprono di aver maturato i requisiti solo quando la pensione ormai è partita. Per questo è cruciale attivarsi prima del compimento dell'età pensionabile, verificando con un patronato o con l'INPS la propria posizione contributiva e la data esatta di decorrenza.
Cosa fare passo dopo passo: la checklist operativa
- Verifica il sistema di calcolo: controlla se il tuo assegno di invalidità è liquidato con il sistema contributivo puro. Se hai dubbi, chiedi all'INPS o a un patronato.
- Calcola l'età di decorrenza senza beneficio: 67 anni (2026), con successivi adeguamenti a 67 anni e 1 mese (2027) e 67 anni e 3 mesi (2028), in presenza di almeno 20 anni di contributi e importo pari almeno all'assegno sociale (546,24 euro nel 2026). Oppure 71 anni con 5 anni di contributi effettivi.
- Scegli il beneficio: anticipo dell'età o coefficiente maggiorato. Valuta se hai bisogno di uscire prima o se vuoi massimizzare l'assegno.
- Individua la data di decorrenza presunta (senza beneficio) e fissa la scadenza: ultimo giorno del mese precedente.
- Presenta la domanda di trasformazione con le note richieste prima di quella data.
- Conserva ricevuta e verifica l'accoglimento della richiesta.
Quali benefici spettano e a chi
Le lavoratrici madri con assegno di invalidità liquidato nel sistema contributivo possono scegliere una sola delle seguenti opzioni:
- Anticipo di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi (per chi ha quattro o più figli). Con tre figli si anticipa di 12 mesi (pensione a 66 anni invece che a 67), con quattro o più figli si arriva a 65 anni e 8 mesi.
- Coefficiente di trasformazione maggiorato: l'INPS calcola l'assegno usando l'età anagrafica aumentata di un anno in presenza di uno o due figli, di due anni in presenza di tre o più figli. L'importo della pensione sale, invece di ridursi, per effetto di un coefficiente più vantaggioso.
Attenzione: il beneficio riguarda solo le lavoratrici il cui assegno di invalidità è calcolato con il sistema contributivo puro (o che hanno esercitato l'opzione al contributivo prima della decorrenza dell'AOI).

Come presentare la domanda oggi
In attesa che l'INPS aggiorni le procedure telematiche, la domanda si presenta utilizzando il modulo di trasformazione dell'assegno di invalidità in pensione di vecchiaia. Nelle note vanno indicati:
- il tipo di beneficio scelto: anticipo dell'età oppure coefficiente di trasformazione;
- il numero esatto dei figli.
La procedura è provvisoria ma valida a tutti gli effetti. Non esistono alternative: se non si segue questo iter, il beneficio non viene riconosciuto, né al momento della trasformazione automatica né in seguito con una domanda di ricostituzione.
Cosa succede se non rispetti il termine
Il mancato invio dell'istanza entro la scadenza cancella definitivamente la possibilità di usufruire dell'agevolazione. L'INPS è chiaro: il beneficio non può essere concesso né durante la trasformazione né dopo, nemmeno attraverso una successiva richiesta di ricalcolo. Ciò significa che una lavoratrice madre che oggi non presenta la domanda in tempo, continuerà a percepire la pensione di vecchiaia calcolata con le regole ordinarie per tutto il resto della sua vita.
Se l'anticipo sposta la decorrenza in un periodo già coperto dall'assegno di invalidità, lo stesso assegno viene revocato dalla nuova data e gli importi già pagati sono compensati con gli arretrati della pensione. L'eventuale differenza a credito viene liquidata alla pensionata.
Perché rischi di perdere l’anticipo senza saperlo
La trasformazione dell'assegno di invalidità in pensione di vecchiaia opera d'ufficio al raggiungimento dei requisiti e alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non serve presentare una domanda di pensione: l'INPS provvede in automatico. Questo automatismo, però, non si estende al beneficio riservato alle lavoratrici madri (legge n. 335/1995). Le due agevolazioni — anticipo dell'età pensionabile o coefficiente di trasformazione più favorevole — richiedono un'istanza esplicita da inviare prima che la pensione abbia inizio. Chi si affida solo alla trasformazione automatica perde tutto, senza possibilità di recupero successivo.
La finestra per agire è stretta, ma il vantaggio concreto — mesi di anticipo o un assegno più pesante per tutta la durata della pensione — ripaga ampiamente l'attenzione necessaria oggi.
Fonti
- Informazionefiscale.it
- Pmi.it
- Lavoroediritti.com
- Consulentidellavoro.it
- Laleggepertutti.it
- Assinews.it
- Investireoggi.it
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