Bonus assunzione madri 2026: guida pratica a domanda e scadenze

Dopo sette mesi dall’entrata in vigore della norma, la circolare INPS n. 82 del 29 luglio 2026 ha sciolto tutti i nodi operativi per i datori di lavoro che vogliono ottenere lo sgravio contributivo fino a 8.000 euro annui per l’assunzione di madri con almeno tre figli minorenni. La domanda si presenta con un modulo telematico specifico, gli errori formali fanno perdere quote di incentivo e per i rapporti partiti a gennaio 2026 si può ancora recuperare l’arretrato. Vediamo esattamente cosa fare, chi deve farlo ed entro quali tempi.

Chi può presentare la domanda (e chi è escluso)

Possono richiedere il bonus tutti i datori di lavoro privati – imprenditori e non – compresi quelli del settore agricolo. Restano fuori le pubbliche amministrazioni (come definite dall’art. 1 comma 2 del D.Lgs. 165/2001), i datori di lavoro domestico e i contratti di apprendistato, che hanno già una contribuzione agevolata.

Prima di avviare la pratica, il datore di lavoro deve verificare tre condizioni generali:

  • regolarità contributiva (DURC attivo);
  • assenza di violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e sicurezza;
  • applicazione dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

L’incentivo non spetta se l’assunzione è un obbligo di legge o contrattuale, se viola il diritto di precedenza di altri lavoratori, in presenza di sospensioni per crisi o riorganizzazione aziendale (salvo eccezioni) e se la lavoratrice è stata licenziata nei sei mesi precedenti da un datore di lavoro collegato, controllato o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

I due requisiti della lavoratrice: la verifica preliminare

Prima di procedere all’assunzione agevolata, occorre accertare che la candidata soddisfi entrambi i requisiti al momento della stipula del contratto:

  1. Essere madre di almeno tre figli con meno di 18 anni. L’INPS precisa che la soglia va calcolata a 17 anni e 364 giorni. Il requisito si cristallizza alla data di assunzione: il successivo compimento dei 18 anni da parte di un figlio, la nascita di un altro bambino o la modifica del nucleo familiare non fanno perdere il diritto. Sono equiparati ai figli naturali quelli adottivi e in affidamento, compresi i periodi di preadozione e preaffidamento.
  1. Essere priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. L’INPS rinvia ai criteri del decreto ministeriale del 17 ottobre 2017. In concreto, la lavoratrice non deve aver svolto negli ultimi sei mesi:

– un rapporto di lavoro subordinato di durata pari o superiore a sei mesi;

– un’attività autonoma con reddito superiore a 5.500 euro annui;

– collaborazioni coordinate e continuative o altri rapporti assimilati con reddito superiore a 8.500 euro annui.

Scrivania luminosa con laptop, valigetta e tre fiori bianchi su monete d'oro: bonus assunzione madri con sgravio
Tre fiori simboleggiano i tre figli: il bonus premia le aziende che assumono madri, con domanda e scadenze da rispettare.

Il mancato rispetto anche di uno solo di questi paletti blocca l’accesso allo sgravio.

Quali contratti sono incentivati e per quanto tempo

L’esonero si applica ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2026 nelle seguenti forme:

Tipologia contrattualeDurata massima dell’esonero
Tempo determinato (anche in somministrazione)12 mesi
Tempo indeterminato24 mesi
Trasformazione da determinato a indeterminato (se il rapporto era già agevolato)18 mesi complessivi

Restano esclusi l’apprendistato, il lavoro domestico e il lavoro intermittente, anche se a tempo indeterminato.

Domanda INPS passo dopo passo: modulo ELM3 e dati da inserire

La richiesta si presenta esclusivamente per via telematica attraverso il modulo “ELM3″ disponibile sul Portale delle agevolazioni (ex DiResCo) dell’INPS. Nella domanda devono essere indicati:

  • dati anagrafici della lavoratrice assunta;
  • dichiarazione relativa ai due requisiti (tre figli minorenni e assenza di impiego da sei mesi);
  • estremi della comunicazione obbligatoria di assunzione;
  • retribuzione media mensile;
  • eventuale percentuale di part-time;
  • aliquota contributiva datoriale oggetto dell’esonero.

Attenzione alla comunicazione obbligatoria: il ritardo nell’invio determina la perdita della quota di incentivo relativa al periodo precedente la comunicazione stessa. È quindi essenziale effettuare la comunicazione contestualmente o prima dell’inizio del rapporto.

Dopo l’invio, l’INPS esegue verifiche automatiche e, solo a seguito di esito positivo, autorizza la fruizione del beneficio.

Recupero degli arretrati: come muoversi per le assunzioni già effettuate

Per i contratti agevolabili partiti tra gennaio e luglio 2026, i datori di lavoro possono recuperare gli importi spettanti attraverso le denunce contributive UniEmens dei mesi successivi all’autorizzazione. L’esonero opera tramite conguaglio mensile: il datore versa i contributi al netto dello sgravio autorizzato, fino al tetto di 8.000 euro annui (666,66 euro al mese per i rapporti a tempo pieno, 21,50 euro per ogni giorno di agevolazione in caso di rapporti iniziati o cessati nel corso del mese).

Part-time e sospensione per maternità: due casi particolari

  • Part-time: il massimale di 8.000 euro annui viene ridotto proporzionalmente all’orario di lavoro.
  • Sospensione per maternità obbligatoria: il periodo di astensione sospende il conteggio della durata dell’incentivo, consentendo di recuperare i mesi non fruiti dopo il rientro della lavoratrice.

Checklist operativa per il datore di lavoro

  • [ ] Verificare che la lavoratrice abbia almeno tre figli con meno di 18 anni alla data di assunzione
  • [ ] Accertare lo stato di “priva di impiego” da almeno sei mesi (controllare durata rapporto subordinato precedente e redditi da autonomia/parasubordinazione)
  • [ ] Assicurarsi che il datore di lavoro sia in regola con DURC, normativa sul lavoro e CCNL (contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali)
  • [ ] Escludere cause ostative (obbligo di legge, violazione diritto di precedenza, crisi aziendale, licenziamento nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro collegato, controllato o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti)
  • [ ] Inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione prima o contestualmente all’inizio del rapporto
  • [ ] Compilare e inviare il modulo ELM3 sul Portale delle agevolazioni INPS, inserendo tutti i dati richiesti
  • [ ] Attendere l’autorizzazione INPS e, per le assunzioni pregresse (gennaio-luglio 2026), recuperare gli arretrati con le denunce UniEmens successive

Quanto vale davvero il bonus: il calcolo su un’assunzione a tempo indeterminato

L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con il solo limite degli 8.000 euro annui. Su un contratto a tempo indeterminato full-time, dove l’agevolazione dura 24 mesi, il risparmio complessivo può arrivare a 16.000 euro (8.000 euro × 2 anni), sempre che la contribuzione datoriale annua superi la soglia massima. Per i contratti a termine il beneficio si ferma a 12 mesi, per un massimo teorico di 8.000 euro. La differenza tra le due durate – che raddoppia il risparmio potenziale – rende l’incentivo particolarmente vantaggioso per le stabilizzazioni dirette, spingendo i datori di lavoro a privilegiare l’indeterminato già in fase di prima assunzione.

Fonti

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