Dal 1° ottobre 2026 è operativa la nuova griglia dei tassi per la cessione del quinto della pensione: chi firma un piano nel quarto trimestre deve fare i conti con due parametri, l’età a fine ammortamento e l’importo del prestito. Le banche e gli intermediari devono adeguare i sistemi entro la stessa data, perché la procedura INPS “Quote Quinto” blocca la notifica telematica dei piani che applicano tassi superiori a quelli convenzionali. Per i pensionati, la verifica prima della firma evita di trovarsi con una rata trattenuta dalla pensione calcolata su un tasso fuori soglia.
Cosa cambia dal 1° ottobre 2026 e fino al 31 dicembre
L’INPS, con il messaggio n. 3042 del 30 settembre 2026, recepisce il decreto n. 47593 del 28 settembre 2026 del MEF – Dipartimento del Tesoro. I nuovi tassi valgono per il periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2026 e riguardano i prestiti da estinguersi con cessione del quinto dello stipendio e della pensione. Il riferimento sono i TEGM rilevati dalla Banca d’Italia.
| Classe d’importo | Tasso medio | Tasso soglia usura |
|---|---|---|
| Fino a 15.000 euro | 14,23% | 21,7875% |
| Oltre 15.000 euro | 9,88% | 16,3500% |
Questi valori non sono indicativi: entro il trimestre fissano il perimetro entro cui possono muoversi i piani di cessione del quinto. La data da segnare è una sola, il 1° ottobre 2026, da cui decorre l’operatività delle nuove soglie.
Tassi convenzionati: la tabella operativa per età e importo
Per i prestiti in regime di convenzionamento ai pensionati, il tetto TAEG cambia in base all’età del pensionato a fine piano e alla classe d’importo. La classe di età comprende il compimento dell’età minima; l’età da considerare è quella maturata a fine piano di ammortamento.
| Classe di età | Fino a 15.000 euro | Oltre 15.000 euro |
|---|---|---|
| Fino a 59 anni | 10,26% | 8,02% |
| 60–64 | 11,06% | 8,82% |
| 65–69 | 11,86% | 9,62% |
| 70–74 | 12,56% | 10,32% |
| 75–79 | 13,36% | 11,12% |
| Oltre 79 anni | 21,7875% | 16,3500% |
Per la classe “Maggiore di 79 anni” i tassi soglia coincidono con i tassi soglia di usura del decreto. È il dato operativo più delicato: per questa fascia non esiste un margine tra soglia convenzionale e soglia usura.
Cosa devono fare banche e intermediari entro il 1° ottobre 2026
Banche e intermediari finanziari devono allineare i tassi applicati ai nuovi valori convenzionali prima di inviare i piani alla procedura INPS. Il controllo è bloccante: se il tasso supera quello convenzionale, la funzione Quote Quinto inibisce la notifica telematica dei piani di cessione del quinto della pensione.

Ecco i passaggi operativi:
- Aggiornare la griglia tassi nel sistema entro il 1° ottobre 2026.
- Verificare l’età del pensionato a fine piano, non quella alla firma.
- Individuare la classe d’importo: fino a 15.000 euro o oltre 15.000 euro.
- Confrontare il TAEG applicato con il valore in tabella.
- Se il TAEG è superiore, correggere il piano prima della notifica: la procedura non consente l’invio.
- Per i piani oltre 79 anni, usare i tassi soglia usura: 21,7875% fino a 15.000 euro e 16,3500% oltre.
Chi non si adegua non ottiene la notifica telematica. Non è una sanzione discrezionale: il sistema inibisce l’operazione.
Cosa deve verificare il pensionato prima di firmare
Prima di firmare una cessione del quinto, il pensionato deve controllare due dati: l’importo del prestito e l’età che avrà alla fine del piano di ammortamento. Da questi dipende il tasso soglia TAEG applicabile.
La checklist è breve:
- Chiedere la classe d’importo: fino a 15.000 euro o oltre 15.000 euro.
- Calcolare l’età a fine piano, non quella attuale.
- Confrontare il TAEG proposto con la tabella convenzionata.
- Se a fine piano si hanno più di 79 anni, il tetto è quello di usura.
- Ricordare che la rata viene trattenuta direttamente sulla pensione: il tasso incide sul netto mensile.
- Se il TAEG supera la soglia, la banca o l’intermediario non può notificare il piano.
Calendario operativo e calcolo delle soglie
Le date chiave del trimestre sono quattro:
- 28 settembre 2026: decreto MEF n. 47593 indica i TEGM.
- 30 settembre 2026: INPS messaggio n. 3042 comunica i tassi.
- 1° ottobre 2026: decorrenza dei nuovi valori e avvio del controllo bloccante.
- 31 dicembre 2026: fine validità del trimestre.
Tra le classi fino a 79 anni la soglia TAEG cresce di 3,10 punti percentuali dal livello “fino a 59 anni” a quello “75–79”: 13,36 – 10,26 = 3,10 per i prestiti fino a 15.000 euro; 11,12 – 8,02 = 3,10 per quelli oltre 15.000 euro. Il divario tra le due classi d’importo resta costante, 2,24 punti: 10,26 – 8,02 = 2,24 e 13,36 – 11,12 = 2,24. Per la classe oltre 79 anni il meccanismo cambia: i valori coincidono con le soglie usura e il divario tra le due classi d’importo sale a 5,4375 punti (21,7875 – 16,3500 = 5,4375).
In pratica, l’età a fine piano pesa quanto l’importo: un pensionato che supera gli 79 anni entra in una fascia con tetto TAEG molto più alto, ma non può contare su un margine tra soglia convenzionale e soglia usura. La scadenza operativa resta il 1° ottobre 2026: da quella data non si può notificare un piano fuori soglia. Per chi firma nel trimestre, la verifica da fare prima è una sola: età a fine ammortamento e classe d’importo, perché da lì dipende il TAEG massimo che la procedura INPS accetta.
Fonti
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