Guida AdE 2026: cosa fare (e quando) per non perdere le detrazioni del 730

La guida "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026" pubblicata dall'Agenzia delle Entrate non è un semplice elenco di bonus: è il manuale operativo che CAF e professionisti useranno per validare ogni detrazione. Per il contribuente, significa una cosa sola — senza i documenti giusti al momento giusto, diverse agevolazioni decadono. E quest'anno il margine di errore si è ridotto: tra il nuovo tetto alle spese agevolabili per i redditi sopra i 75.000 euro e lo stop alle detrazioni per figli over 30, la dichiarazione 2026 contiene più trappole del solito.

Dove trovare la guida e come è strutturata

La guida è disponibile da venerdì 26 giugno nella sezione "L'Agenzia informa" del sito dell'Agenzia delle Entrate. Frutto del tavolo tecnico tra AdE e Consulta nazionale dei CAF, è organizzata in una parte generale seguita da 12 fascicoli tematici, ciascuno dedicato a una singola agevolazione: spese sanitarie, interessi sui mutui, spese di istruzione, erogazioni liberali, premi assicurativi, contributi previdenziali, recupero edilizio, riqualificazione energetica, bonus mobili, superbonus, crediti d'imposta e altre detrazioni.

La parte generale è quella che interessa di più in fase operativa: contiene l'elenco tassativo dei documenti da esibire, le regole per il visto di conformità e le disposizioni comuni su detrazioni e deduzioni. Va scaricata e letta prima di andare all'appuntamento con CAF o commercialista.

La checklist dei documenti: cosa portare

La guida chiarisce un punto che in passato generava contestazioni: per quasi tutte le spese agevolabili — con l'eccezione di medicinali e prestazioni sanitarie pubbliche — la prova del pagamento tracciabile è condizione indispensabile perché il visto di conformità venga apposto. Contanti? Non bastano.

La documentazione minima da preparare, voce per voce:

  • Spese sanitarie: fatture, ricevute fiscali, ticket SSN. Per dispositivi medici con marcatura CE, scontrino parlante o fattura. Franchigia: la detrazione del 19% scatta solo sulla parte che eccede 129,11 euro.
  • Interessi passivi mutuo: contratto di mutuo, quietanze di pagamento, spese notarili (onorario + iscrizione e cancellazione ipoteca). Tetto annuo: 4.000 euro di spesa, detrazione al 19%. Vale solo per l'abitazione principale.
  • Spese di istruzione: ricevute di frequenza per scuola dell'infanzia, primaria, secondaria. Inclusi mensa, gite e trasporto. Massimo 1.000 euro per alunno, da ripartire tra i genitori.
  • Erogazioni liberali: bonifico, carta o assegno (MAI contanti). Per associazioni sportive: tetto di 1.500 euro.
  • Assicurazioni: polizze vita/infortuni con evidenza separata del premio per ciascun rischio coperto. Massimale: 530 euro.
  • Spese funebri: ricevute di pagamento, limite 1.550 euro, detraibili da chiunque abbia sostenuto la spesa.
  • Assistenza personale: documentazione della non autosufficienza + prova del pagamento. Vale solo con reddito complessivo sotto 40.000 euro.
  • Bonus edilizi: bonifici parlanti, fatture, titoli abilitativi. Le detrazioni si ripartiscono in 10 quote annuali; nella dichiarazione 2026 confluisce solo la rata di competenza 2025.

La guida specifica che il professionista che appone il visto di conformità deve verificare la corrispondenza puntuale tra i dati esposti in dichiarazione e le pezze d'appoggio. Documentazione incompleta = visto negato.

Le due novità che cambiano i calcoli

Tetto alle detrazioni per redditi oltre 75.000 euro

Il nuovo articolo 16-ter del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, non taglia le singole detrazioni ma fissa un plafond complessivo alle spese agevolabili, modulato per reddito e carichi familiari:

Moduli fiscali del 730 su scrivania professionale con calcolatrice e caffè, detrazioni dichiarazione dei redditi sullo sfondo di un distretto finanziario
La guida dell'Agenzia delle Entrate per il 730 2026 introduce nuove soglie e limiti alle detrazioni che cambiano la dichiarazione dei redditi.
Fascia di redditoPlafond base spese agevolabili
75.001 – 100.000 €14.000 €
Oltre 100.000 €8.000 €

Il plafond va rimodulato con coefficienti legati al numero di figli a carico. Le spese sanitarie sono escluse dal tetto per scelta esplicita del legislatore, insieme agli investimenti in start-up e PMI innovative e alle detrazioni forfetarie. Restano fuori dal computo anche gli oneri legati a mutui, premi assicurativi e spese edilizie relativi a contratti o interventi antecedenti al 1° gennaio 2025. Rientrano invece nel calcolo i premi assicurativi da contratti stipulati dal 2025, le spese per interventi edilizi avviati dal 2025 e altri oneri.

Per le spese edilizie sostenute dal 2025 conta solo la rata annuale, non l'intero importo: chi ha speso 90.000 euro per una ristrutturazione in dieci anni vedrà concorrere al plafond solo 9.000 euro l'anno, non l'intera cifra.

Chi ha sostenuto nel 2025 ristrutturazioni importanti insieme ad altri oneri deve fare il conto prima di compilare: sforare il plafond significa perdere la detrazione sulla parte eccedente.

Stop ai figli a carico over 30

Dall'anno d'imposta 2025 non spetta più la detrazione per figli a carico che abbiano compiuto 30 anni, salvo il caso di figli con disabilità. La stretta tocca anche gli altri familiari a carico: restano agevolabili solo gli ascendenti conviventi, mentre decade la detrazione per i familiari residenti all'estero dei contribuenti extra-UE.

Chi ha un figlio tra i 21 e i 30 anni deve verificare che il codice fiscale del familiare sia correttamente indicato nel modello: è la condizione per non perdere le detrazioni che ancora spettano.

Calendario: le date da segnare

La stagione dichiarativa 2026 ha queste scadenze operative:

  • 30 giugno 2026: termine ordinario per l'invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF da parte dei contribuenti privati.
  • 30 luglio 2026: scadenza con maggiorazione dello 0,40% per chi presenta oltre il 30 giugno.
  • 20 luglio 2026: termine spostato dal DL 22 maggio 2026 per soggetti ISA, forfettari e regime di vantaggio.
  • Invio 730 precompilato: il canale è aperto dal 14 maggio 2026. Chi ha già inviato la dichiarazione può ancora annullarla e correggerla entro la finestra prevista, che per la stagione 2026 si è chiusa nella seconda metà di giugno.
  • Conservazione documenti: fatture, ricevute e bonifici vanno tenuti per eventuali controlli formali successivi all'invio — la guida lo ribadisce capitolo per capitolo.

Conseguenze per chi non rispetta: l'omessa presentazione nei termini comporta l'applicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione se le imposte dovute non vengono versate. Per il visto di conformità, la documentazione mancante espone sia il contribuente sia il professionista a responsabilità in sede di accertamento.

Il messaggio operativo della guida 2026 è netto: il visto di conformità non è una formalità, ma un controllo documentale stringente. Chi arriva all'appuntamento con CAF o commercialista senza la documentazione completa — pagamenti tracciabili in testa — rischia di vedersi respingere detrazioni anche rilevanti. I 12 fascicoli tematici elencano con precisione cosa serve per ogni voce: scaricarli dal sito dell'Agenzia e spuntare la lista è il modo più rapido per chiudere la dichiarazione senza sorprese.

Fonti

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