Indebitamento aziendale: quando dire stop.

L’indebitamento è uno strumento finanziario fondamentale per la crescita delle aziende, poiché consente di accedere a capitale di credito per investire al di là dei mezzi propri. Tuttavia, il ricorso eccessivo all’indebitamento può minare la solidità aziendale. È quindi necessario monitorare attentamente il livello di indebitamento e intervenire tempestivamente se questo diventa eccessivo. Analizziamo in dettaglio gli indicatori da tenere sotto controllo e le azioni correttive da implementare.

Indice di indebitamento

Il rapporto tra debiti totali e patrimonio netto dell’azienda (indice di indebitamento) dovrebbe mantenersi al di sotto del valore di 2. Un indice superiore segnala uno squilibrio tra capitale di terzi e capitale proprio, con rischi in termini di sostenibilità degli oneri finanziari e di eccessiva dipendenza dal credito bancario.

Evoluzione dell’indebitamento

Oltre al dato puntuale, occorre monitorare l’evoluzione dinamica del livello di indebitamento, analizzandone la variazione percentuale anno su anno. Un incremento del rapporto debiti/patrimonio netto segnala un progressivo accumulo di passività finanziarie che prima o poi necessiterà di essere corretto.

Composizione dell’indebitamento

In parallelo alla dimensione complessiva del debito, bisogna valutarne la composizione tra quote a breve, medio e lungo termine. La struttura ottimale prevede un mix equilibrato di debiti flessibili sul breve e medio periodo e debiti consolidati a più basso costo sul lungo termine.

Analizzare nel dettaglio la scadenza delle varie linee di credito è importante per comprendere la rischiosità della struttura d’indebitamento. Debiti a breve termine, se troppo elevati, espongono al rischio di tensioni di liquidità se i flussi di cassa non sono sufficienti a rimborsarli alle scadenze previste.

È quindi opportuno allungare le scadenze laddove possibile, trasformando parte del debito a breve in medio e lungo termine. In questo modo si riduce l’esborso di cassa nel breve periodo.

Un eccesso di debiti a lungo termine può invece appesantire in modo rigido il bilancio. Pertanto il mix ideale presenta una progressività delle scadenze, con importi crescenti man mano che ci si sposta dal breve al lungo termine.

Monitorando la composizione per scadenze si possono rimodulare le linee di credito per ottimizzare la struttura finanziaria ed evitare rischiose concentrazioni nel breve.

Capacità di rimborso

Prima di assumere nuovi impegni finanziari è cruciale stimare la capacità dell’azienda di rimborsare gli interessi e le quote capitale negli anni futuri. Indicatori chiave sono il rapporto tra indebitamento netto e EBITDA e la copertura degli oneri finanziari tramite il cash flow operativo.

Per valutare correttamente la capacità di rimborso, è necessario costruire budget economici e finanziari di medio termine, stimando prudenzialmente fatturato, margini, ammortamenti, capitale circolante. Queste proiezioni consentono di determinare i flussi di cassa operativi attesi.

Confronto poi tali flussi con il piano di rimborso del debito, verificando l’adeguatezza dei mezzi generati internamente a coprire le uscite. Le simulazioni vanno fatte in vari scenari, incluso quello peggiore.

Oltre ai numeri, bisogna considerare eventi futuri che potrebbero impattare la capacità di rimborso: lancio di nuovi prodotti, ingresso di concorrenti, evoluzione del mercato, possibili acquisizioni.

In sintesi, la valutazione della capacità di fare fronte agli impegni debitori richiede analisi quantitative sui flussi prospettici e qualititative su possibili variabili esogene. Questo avoiding il rischio di sovraindebitamento.

Costo del debito


Il costo sostenuto per interessi passivi incide sulla redditività aziendale, quindi è importante accedere a forme di finanziamento a condizioni vantaggiose. Rinegoziare al ribasso i tassi in essere può alleggerire il carico debitorio.

Oltre agli oneri finanziari espliciti, bisogna considerare i costi “nascosti” legati all’indebitamento. Ad esempio, i tempi e le risorse assorbite dalla gestione delle relazioni con le banche e dalla predisposizione di report e piani richiesti dagli istituti di credito.

Anche i covenant sui risultati economici e gli obblighi di rispetto di determinati parametri finanziari implicano un vincolo gestionale e operativo.

Inoltre, tassi d’interesse elevati sui debiti a lungo termine riducono i benefici fiscali degli ammortamenti civilistici e fiscali. Di fatto, parte del risparmio fiscale viene assorbito dal maggior costo del debito.

Per tutti questi motivi, è importante minimizzare il costo del ricorso al debito, poiché gli impatti negativi sulla gestione non si limitano agli interessi passivi ma investono l’operatività aziendale a tutto tondo.

Conseguenze del sovraindebitamento

Se incontrollato, un eccesso di indebitamento compromette la stabilità aziendale, con impatti negativi sui margini, sull’operatività, sul merito creditizio e sull’immagine della società.

Oltre agli effetti direttamente economici e finanziari, il sovraindebitamento può avere ripercussioni sull’operatività corrente dell’azienda. Ad esempio, i fornitori potrebbero richiedere pagamenti anticipati o non concedere più dilazioni, costringendo l’impresa a pagare materie prime e servizi in via anticipata con aggravio sulla liquidità.

Anche il personale potrebbe demotivarsi e cercare occupazione presso aziende più solide, determinando un rischio di fuga di competenze e know-how.

I clienti importanti, venuti a conoscenza della situazione di difficoltà finanziaria, potrebbero rivolgersi alla concorrenza più solida. Ciò comporterebbe una riduzione del fatturato e dei flussi di cassa operativi.

In poche parole, oltre ai numeri di bilancio, un eccessivo indebitamento impatta sull’operatività corrente e sulla reputazione aziendale. Questi effetti indiretti ma tangibili amplificano le conseguenze negative sulla redditività e solidità patrimoniale.

Prevenire è meglio che curare, perché rimediare a un sovraindebitamento conclamato è complesso, oneroso e pieno di incognite.

Ristrutturazione del debito

Quando il sovraindebitamento è conclamato, si può ricorrere a soluzioni di ristrutturazione del debito come la legge sulla ristrutturazione debiti agricoli. Questi strumenti consentono di rinegoziare le passività esistenti secondo piani sostenibili concordati con i creditori.

Pianificazione e prevenzione

E’ quindi fondamentale pianificare strategicamente la politica di indebitamento, fissando limiti prudenziali da non oltrepassare. Monitorando regolarmente gli indici di indebitamento e la sostenibilità del debito, intervenendo per tempo con misure correttive, le imprese possono gestire la leva finanziaria evitando il rischio di dissesto. La pianificazione finanziaria di medio-lungo termine, con rigorose analisi di sostenibilità, è cruciale per calibrare il livello ottimale di indebitamento in funzione degli obiettivi di crescita aziendale.

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