Modello 730/2026: ultima chiamata il 30 settembre, poi le altre date

Chi invia il 730/2026 entro la mezzanotte di oggi, 30 settembre 2026, non si limita a rispettare l'obbligo dichiarativo: recupera le detrazioni già nel cedolino di ottobre. Il caso più concreto riguarda gli abbonamenti a bus e treni, detraibili al 19% su una spesa fino a 250 euro l'anno, cioè un risparmio massimo di 47,50 euro a persona. La partita, però, non si chiude stasera: chi sbaglia o dimentica qualcosa ha finestre precise per rimediare, e ogni finestra ha regole diverse.

Cosa fare entro la mezzanotte del 30 settembre

L'invio del 730/2026 — precompilato o ordinario — avviene online nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. La procedura resta aperta fino a mezzanotte e vale sia per la versione precompilata sia per quella ordinaria.

Per chi compila da solo, il percorso in modalità semplificata funziona come un botta e risposta con il sistema:

  1. accedere al portale con le identità digitali e scegliere la dichiarazione semplificata;
  2. entrare nella sezione "Oneri e spese", dove compaiono le uscite già precaricate;
  3. selezionare la categoria d'interesse e verificare gli importi registrati;
  4. correggere le cifre precompilate o aggiungere una nuova voce con importo e tipo di spesa;
  5. confermare le modifiche, controllare il prospetto di rimborso e trasmettere la dichiarazione.

Chi non vuole procedere in autonomia può chiedere supporto a una persona di fiducia, attivando prima un'apposita delega, oppure affidarsi a un CAF o a un professionista abilitato.

Il calendario delle scadenze dopo il 730

Il 30 settembre è il primo appuntamento, non l'ultimo. Il calendario fiscale assegna a ogni tipo di correzione una data precisa, e sbagliare finestra significa passare a una procedura più complessa.

DataAdempimento
30 settembre 2026Presentazione del 730/2026
12 ottobreComunicazione al sostituto d'imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto Irpef, o di volerlo versare in misura inferiore
15 ottobreAnnullamento tramite applicativo web del Modello Redditi inviato senza modello F24
26 ottobrePresentazione del 730 integrativo, solo tramite Caf o professionista abilitato
2 novembre 2026Presentazione del Modello Redditi e invio del Redditi correttivo del 730
10 novembrePresentazione del 730 correttivo di tipo 2, direttamente tramite applicazione web
30 novembreVersamento del secondo o unico acconto Irpef
1° febbraioPresentazione del Modello Redditi tardivo, entro 90 giorni dalla scadenza

Dimenticanze e ritardi: due strade diverse dopo il 30 settembre

Chi ha già trasmesso il 730 ma si accorge di aver dimenticato una spesa può rimediare con il 730 integrativo, da presentare entro il 26 ottobre. L'operazione è riservata al canale assistito: si passa solo tramite Caf o professionista abilitato, non con la compilazione diretta. E vale una condizione stringente: l'integrazione è ammessa solo se comporta un maggiore credito, un minor debito o un'imposta invariata.

Chi invece non invia affatto il 730 non perde il diritto al rimborso, ma cambia strumento. Serve il Modello Redditi Persone Fisiche, con scadenza 2 novembre 2026: dal 30 settembre a quella data passano 33 giorni durante i quali l'Agenzia delle Entrate chiude l'invio dei 730. La conseguenza pratica è immediata: niente rimborso nel cedolino di ottobre né nella pensione, e una procedura più articolata da seguire.

Modello 730/2026: ultima chiamata entro il 30 settembre per detrazioni e bonus
Moduli fiscali con scritte relative ai termini di pagamento delle tasse. Foto di Leeloo The First su Pexels

Chi paga a novembre e chi arriva fino a febbraio

La data del 30 novembre riguarda solo una parte dei contribuenti: chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta o chi passa al Modello Redditi deve versare entro allora il secondo o unico acconto Irpef. Per chi vuole evitare o ridurre quel versamento, il canale è la comunicazione al sostituto d'imposta entro il 12 ottobre.

Restano poi due finestre di correzione successive: il 10 novembre per il 730 correttivo di tipo 2, da trasmettere direttamente con l'applicazione web dell'Agenzia delle Entrate, e il 1° febbraio per il Modello Redditi tardivo, presentabile entro 90 giorni dalla scadenza. In mezzo, il 15 ottobre, c'è la possibilità di annullare tramite applicativo web il Modello Redditi inviato senza F24, insieme ai modelli RPF correttivi collegati.

Le detrazioni da non dimenticare prima dell’invio

Il quadro degli oneri detraibili al 19% comprende voci che spesso restano fuori dalla dichiarazione per semplice distrazione. Oltre agli abbonamenti ai trasporti pubblici locali, regionali e interregionali — con il tetto di 250 euro annui per contribuente — rientrano le spese mediche e i farmaci da banco per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro, le rette dell'asilo nido e le spese di istruzione, le iscrizioni a palestre, piscine e strutture sportive per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni, le spese veterinarie fino a 550 euro e le erogazioni liberali a Onlus, enti del terzo settore e associazioni sportive dilettantistiche.

Sul fronte immobiliare, le voci principali sono la detrazione del 50% per il Bonus Mobili ed Elettrodomestici legato ad abitazioni ristrutturate, le quote annuali di recupero edilizio, Ecobonus e Sismabonus, il 36% del Bonus Verde per giardini, terrazzi e aree scoperte e gli interessi passivi sul mutuo della prima casa, detraibili al 19% fino a un massimo di 4.000 euro.

Il calcolo che conviene fare prima di trasmettere

Il tetto dei 250 euro è individuale: non riguarda solo il titolare della dichiarazione, ma ciascun membro del nucleo familiare presente sul 730. Il risparmio massimo di 47,50 euro è quindi replicabile. In una famiglia con tre dichiaranti che hanno tutti acquistato un abbonamento annuale al trasporto pubblico, la detrazione complessiva può arrivare a 142,50 euro, pari al 19% di 750 euro di spesa. Lo stesso ragionamento vale per gli altri oneri al 19%: ogni familiare porta il proprio massimale, non un tetto unico di famiglia.

Per gli abbonamenti servono però pagamenti tracciabili — carte di credito, bancomat, bonifici o bollettini — e la documentazione va conservata: ricevuta del pagamento tracciabile o copia della transazione, titolo di viaggio o tessera con durata e dati del titolare, ricevute o fatture dell'azienda di trasporto con il codice fiscale dell'acquirente.

Il punto operativo è questo: chi ha già inviato e ritrova una ricevuta ha tempo fino al 26 ottobre, ma solo passando da un Caf o da un professionista; chi non trasmette stasera si sposta al 2 novembre con il Modello Redditi. Decidere adesso quale delle due strade serve è più economico che scoprirlo a novembre.

Fonti

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