La pensione INPS di chi risiede in Cina resta tassata in Italia, anche quando l'assegno è maturato in un'attività privata. Con la risposta a interpello n. 179 del 1° ottobre 2026, l'Agenzia delle Entrate ha chiuso la partita: la Convenzione Italia-Cina non sposta il prelievo sullo Stato di residenza. Per i contribuenti coinvolti la conseguenza operativa è immediata: il reddito va dichiarato in Italia e l'esenzione in Cina non si applica.
Chi deve applicare la tassazione italiana e chi è escluso
La regola generale della Convenzione firmata il 23 marzo 2019 riserva allo Stato di residenza la tassazione delle pensioni relative a un cessato impiego. La stessa Convenzione prevede però due deroghe, e una è decisiva per chi percepisce una pensione INPS.
- Articolo 19, paragrafo 2: riguarda le pensioni corrisposte dallo Stato o da enti locali per servizi resi nel pubblico impiego. Nel caso esaminato non è pertinente, perché il contribuente ha escluso di aver lavorato per la pubblica amministrazione o esercitato funzioni pubbliche.
- Articolo 18, paragrafo 2: attribuisce la tassazione allo Stato della fonte per le pensioni erogate nell'ambito di un sistema previdenziale pubblico. È la deroga che l'Agenzia ha applicato.
La nozione di sistema previdenziale pubblico non è definita dalla Convenzione. L'Agenzia richiama la relazione della 3ª Commissione permanente del Senato al disegno di legge di ratifica (S. 1127, XIX Legislatura): comprende sia le pensioni corrisposte in base alla legislazione sulla previdenza sociale a fronte di contributi obbligatori per legge, sia le prestazioni garantite dallo Stato per finalità di solidarietà generale, come le pensioni di invalidità.

Il calendario delle regole: le date da conoscere
| Data | Cosa è successo |
|---|---|
| 21 luglio 2003 | Circolare Agenzia Entrate n. 41/E sulla nozione di previdenza sociale |
| 23 marzo 2019 | Firma della Convenzione Italia-Cina contro le doppie imposizioni |
| 18 novembre 2024 | Ratifica della Convenzione con legge n. 182 |
| 1 ottobre 2026 | Risposta a interpello n. 179/2026 |
Tra la firma e la ratifica sono passati oltre cinque anni e mezzo; dalla ratifica alla risposta di chiarimento quasi due anni. Il dato operativo è che la disciplina applicabile deriva da una Convenzione ratificata nel 2024 e interpretata solo nell'ottobre 2026. Chi ha ricevuto la pensione in questo intervallo deve verificare la propria posizione con il criterio indicato dall'Agenzia.
Cosa fare in pratica se si vive in Cina e si percepisce la pensione INPS
- Verificare la natura della pensione: se rientra tra quelle erogate nell'ambito di un sistema previdenziale pubblico, la potestà impositiva è esclusiva dell'Italia.
- Controllare la contribuzione: la circolare 21 luglio 2003, n. 41/E include nella previdenza sociale le remunerazioni correlate a versamenti obbligatori per legge, con la sola esclusione delle prestazioni legate a contribuzione volontaria.
- Assoggettare il reddito a imposizione in Italia: l'INPS è un soggetto residente e la pensione si reputa prodotta in Italia per effetto dell'articolo 23, comma 2, lettera a), del TUIR.
- Non applicare la tassazione esclusiva in Cina: la regola dell'articolo 18, paragrafo 1, non prevale sulla deroga del paragrafo 2.
- Considerare irrilevante il settore di lavoro: la natura privata dei contributi non incide sull'esito.
La verifica chiave: contribuzione obbligatoria o volontaria
Per chi ha lavorato nel settore privato e non ha mai prestato servizio nella pubblica amministrazione, la tentazione è invocare l'articolo 18, paragrafo 1. La risposta n. 179 mostra che il criterio non è il settore di lavoro, ma il sistema che eroga la pensione. Il fatto che i contributi siano di origine privata non incide sull'esito: conta la natura pubblica del sistema previdenziale.
L'unico spazio operativo di verifica riguarda la contribuzione volontaria. Se una parte della pensione deriva da versamenti volontari, quella porzione potrebbe restare fuori dalla definizione richiamata dalla circolare 41/E. Chi ha una posizione mista deve isolare questa componente e valutare se e in che misura il trattamento italiano cambia.
Per chi vive in Cina con una pensione INPS, la regola operativa è una sola: il reddito va dichiarato in Italia. La verifica da fare subito riguarda la natura della contribuzione, perché solo le prestazioni legate a contribuzione volontaria restano fuori dalla definizione di previdenza sociale richiamata dall'Agenzia.
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