Con 81 voti favorevoli, 0 contrari e 50 astensioni, il 3 agosto 2026 il Senato ha approvato il disegno di legge delega (A.S. 1663) per la riforma di 15 ordinamenti professionali. Il testo passa ora alla Camera, ma per i 699.177 iscritti agli albi è il momento di prendere confidenza con le scadenze e gli adempimenti che ridisegneranno accesso, formazione e responsabilità civile. Come ha sintetizzato Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane e del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, «è un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia».
Iter e cronoprogramma: quando arrivano gli obblighi concreti
La legge delega non introduce obblighi immediati: fissa i principi e affida al Governo il compito di scrivere le regole vere e proprie. Dopo il via libera definitivo della Camera e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Governo avrà 24 mesi per adottare uno o più decreti legislativi di attuazione. Entro 120 giorni dall’entrata in vigore di ciascun decreto, il ministro vigilante dovrà stabilire o aggiornare i parametri per la determinazione dei compensi professionali.
Le professioni coinvolte – da ingegneri e architetti a consulenti del lavoro, giornalisti, agronomi, periti industriali e tecnologi alimentari – sono elencate nell’Allegato A del disegno di legge. Rispetto alla bozza iniziale, restano fuori avvocati, dottori commercialisti e professioni sanitarie, che seguono percorsi di riforma separati.
Prescrizione a 5 anni: come ridurre l’esposizione al rischio
Una delle modifiche più operative riguarda la prescrizione dell’azione di responsabilità professionale. Oggi il cliente può agire entro il termine ordinario di 10 anni (art. 2946 del codice civile). La delega lo riduce a 5 anni per tutti i rapporti con clienti privati, consumatori e piccole imprese che restano fuori dall’ambito della legge sull’equo compenso (L. 49/2023).
Cosa devono fare i professionisti, una volta che i decreti saranno in vigore:
- Rivedere i contratti di incarico: la prescrizione più breve riduce il periodo di esposizione, ma richiede una gestione attenta della documentazione per dimostrare quando il danno è diventato percepibile.
- Verificare le polizze di responsabilità civile: la durata della copertura postuma (garanzia dopo cessazione dell’attività) va allineata al nuovo termine quinquennale, perché le richieste di risarcimento potranno arrivare fino a 5 anni dopo che il vizio si è manifestato.
- Conservare i fascicoli per almeno 5 anni dalla conclusione della prestazione, per poter ricostruire eventuali contestazioni.
La riforma conferma l’obbligo di assicurazione RC e impone che massimali e condizioni siano aggiornati almeno ogni 5 anni, una scadenza periodica che diventa un adempimento a regime per tutti gli studi.
Tirocini: rimborso spese e contratto formalizzato
Per chi ospita praticanti e tirocinanti, la delega introduce obblighi economici e contrattuali specifici:

- Lo studio deve garantire il rimborso delle spese sostenute dal tirocinante per conto della struttura.
- Deve riconoscere una indennità o un compenso, commisurato all’effettivo apporto professionale, formalizzato con un contratto apposito. Restano esclusi i tirocini svolti presso enti pubblici.
- La prestazione va regolata in modo proporzionale all’attività effettivamente prestata.
Appena i decreti entreranno in vigore, gli studi professionali dovranno quindi predisporre modelli contrattuali adeguati e mettere a budget le somme per rimborsi e compensi. Chi non si adegua potrebbe incorrere in procedure disciplinari, anche se la delega non specifica sanzioni.
Formazione continua: crediti dedicati a digitale e IA
Ogni Consiglio nazionale dovrà adottare un regolamento per l’obbligo formativo, fissando un numero minimo di crediti, con una quota riservata a strumenti digitali e intelligenza artificiale, compresi i limiti deontologici del loro impiego. L’equivalenza sarà di un credito per un’ora di formazione.
Per i professionisti ciò significa che, dopo l’adozione dei regolamenti, bisognerà integrare nel piano formativo annuale corsi su:
- utilizzo professionale dell’IA;
- verifica dell’affidabilità degli strumenti digitali;
- responsabilità e confini deontologici.
La prestazione resa con l’ausilio di tecnologie dovrà sempre essere ricondotta alla competenza specifica dell’iscritto.
Società tra professionisti: capitale per due terzi in mano agli iscritti
Nelle STP, almeno i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto dovranno far capo a professionisti iscritti all’albo di riferimento o ad altri albi. La partecipazione agli utili sarà sempre proporzionale alla quota di capitale. L’obiettivo è limitare l’ingresso di soci di puro capitale nel controllo dello studio.
Le società già costituite dovranno quindi verificare la composizione societaria e, se necessario, riallineare assetto proprietario e governance entro le scadenze che i decreti fisseranno per l’adeguamento. Le misure su regime fiscale e contributo integrativo mirano a eliminare doppioni previdenziali per i professionisti che si aggregano.
Tabella riepilogativa: adempimenti e scadenze
| Adempimento | Soggetto obbligato | Scadenza / termine |
|---|---|---|
| Emanazione decreti legislativi | Governo | Entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega |
| Fissazione/aggiornamento parametri compensi | Ministro vigilante | Entro 120 giorni dall’entrata in vigore di ciascun decreto legislativo |
| Adeguamento massimali polizza RC | Professionisti | Ogni 5 anni (obbligo periodico a regime) |
| Rimborso spese e contratto tirocinio | Studi professionali ospitanti | Dal momento in cui entrano in vigore i decreti (data da definire) |
| Formazione su digitale e IA | Professionisti | Dopo adozione regolamento del Consiglio nazionale (successiva ai decreti) |
| Composizione capitale STP | Società tra professionisti esistenti | Entro il termine di adeguamento fissato dai decreti (ancora da definire) |
La riforma non impone scadenze immediate, ma trascina con sé una serie di adempimenti a catena. Per gli studi è il momento di mappare i contratti di tirocinio, verificare le polizze, valutare la governance delle società e preparare un piano formativo che includa le competenze digitali: chi anticiperà i tempi eviterà di farsi cogliere impreparato quando i decreti legislativi trasformeranno i criteri di delega in obblighi esecutivi.
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