Rottamazione quinquies: seconda rata entro il 30 settembre 2026

Mercoledì 30 settembre 2026 scade la seconda rata della Rottamazione-quinquies e il rischio non è teorico. Chi arriva a questa data con due rate non pagate o versate solo in parte — quella di luglio e quella di settembre — perde la definizione agevolata: niente sconti sul capitale, niente blocco delle azioni di recupero, quanto già versato resta come acconto. La trappola è nel margine di 5 giorni: vale solo per l'unica rata o per l'ultima del piano, non per la seconda di un normale piano rateale.

Cosa fare entro il 30 settembre 2026

Il primo passo è recuperare il modulo di pagamento relativo alla rata, quello allegato alla Comunicazione delle somme dovute inviata dall'Agenzia delle entrate-Riscossione. Il versamento va fatto usando esattamente quel modulo: importi e scadenze sono indicati lì e non vanno ricalcolati.

Chi non trova più la comunicazione ha due strade:

  • accedere all'area riservata del sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, dove sono consultabili il dettaglio degli importi e i moduli di pagamento;
  • dall'area pubblica, senza credenziali, inviare una richiesta allegando un documento di riconoscimento e ricevere via e-mail la comunicazione con importi e moduli.

Chi ha saltato il 31 luglio rischia la decadenza

È il punto operativo più delicato. La definizione agevolata perde efficacia quando, alla scadenza di una rata del piano, risultano due rate non saldate oppure pagate solo parzialmente, anche se non consecutive.

Il 30 settembre è quindi una data critica per chi non ha versato la prima rata di luglio. Se anche a settembre i due pagamenti risultassero omessi o insufficienti, i benefici della Rottamazione svaniscono. Le regole valgono anche al contrario: chi versa la prima e la terza rata saltando la seconda si vedrebbe imputare il versamento di novembre sulla rata di settembre, lasciando di fatto scoperta l'ultima — con decadenza automatica.

Le conseguenze della decadenza sono pesanti. Quanto già pagato non viene restituito ma considerato acconto; ripartono i termini di prescrizione e decadenza; l'Agente della riscossione può riattivare fermi e pignoramenti o proseguire quelli già avviati. I carichi interessati, inoltre, non possono più essere rateizzati ai sensi dell'articolo 19 del DPR 602/1973.

Il margine dei 5 giorni vale in due casi soltanto

La tolleranza aggiuntiva di 5 giorni è riconosciuta solo per il pagamento in unica soluzione (scadenza 31 luglio 2026) e per il versamento dell'ultima rata del piano. Per la seconda rata di un piano pluriennale non esiste proroga: la data resta il 30 settembre.

C'è però un caso specifico. Per chi ha scelto un piano in due sole rate, quella del 30 settembre coincide con l'ultima: in questa situazione i versamenti sono tempestivi fino al 5 ottobre 2026. La distinzione pratica è netta: 30 settembre per la seconda rata di un piano che prosegue, 5 ottobre se quella del 30 settembre conclude il percorso. La regola è stata ribadita dall'Agenzia delle entrate-Riscossione nel comunicato del 23 settembre 2026.

Rottamazione quinquies: seconda rata entro il 30 settembre 2026
Calendario e promemoria di pagamento fiscale su sfondo rosa. Foto di Leeloo The First su Pexels

Come pagare: i canali disponibili

Il versamento della seconda rata può essere effettuato attraverso:

  • i servizi online di banche e Poste Italiane;
  • sportelli bancari e uffici postali;
  • tabaccherie e ricevitorie abilitate;
  • ATM abilitati;
  • gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti a pagoPA;
  • il sito di Agenzia delle entrate-Riscossione, con l'App Equiclick o gli sportelli territoriali previo appuntamento.

Diluire la rata con PagoPA: la prima uscita scende a un terzo

Sul canale pagoPA si può frazionare la rata in 3 quote senza interessi aggiuntivi tramite PayPal e Klarna. Il meccanismo è disponibile per transazioni fino a 2.000 euro.

Con PayPal, l'opzione "Paga in 3 rate" si seleziona in fase di checkout: la prima rata viene addebitata subito, la seconda dopo 30 giorni, la terza dopo 60 giorni. Klarna, disponibile versando il bollettino tramite l'App IO, applica lo stesso schema — tre rate a distanza di 30 giorni ciascuna, con importi variabili in base al profilo di merito creditizio dell'utente.

Per l'Agenzia delle entrate-Riscossione, il bollettino viene incassato per intero e immediatamente: la rata risulta saldata il 30 settembre a tutti gli effetti di legge. Per il contribuente, il debito per la singola tranche si trasferisce all'intermediario finanziario. Eventuali ritardi sulle quote successive non hanno effetti sulla Rottamazione, ma comportano penali o il blocco dei servizi da parte della piattaforma: vanno verificate le disponibilità della carta o del conto alle scadenze dei mesi successivi.

Le prossime date sull’agenda

Il calendario 2026 della Rottamazione-quinquies per chi paga a rate prevede:

ScadenzaRata
31 luglio 2026Prima rata
30 settembre 2026Seconda rata
30 novembre 2026Terza rata

Dal 2027 al 2035 il piano prosegue con rate bimestrali: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. La dilazione può arrivare a un massimo di 54 rate di pari importo distribuite in nove anni. Sulle somme rateizzate si applica un interesse del 3% annuo dal 1° agosto 2026, con un minimo di 100 euro a rata. Sul sito dell'Agenzia è disponibile un calendario online delle definizioni agevolate, che consente di salvare le date come promemoria.

Perché il 30 settembre pesa più del 30 novembre

Letti insieme, la scadenza e i vincoli di pagoPA compongono un quadro operativo preciso. Il frazionamento PayPal/Klarna vale solo per transazioni fino a 2.000 euro: su una rata da 2.000 euro la prima uscita scende a circa 667 euro, un terzo dell'importo — ma resta pur sempre un'uscita immediata. Le date, poi, non si cancellano: pagando la rata il 30 settembre, la terza tranche dell'eventuale split cade il 29 novembre, appena un giorno prima della terza rata della Rottamazione (30 novembre). Chi somma le due operazioni si ritrova due appuntamenti quasi sovrapposti sul conto.

Il 5 ottobre, infine, è una data utile solo per un sottoinsieme preciso di contribuenti, quelli con piano in due rate. Per il piano pluriennale ordinario, il 30 settembre non si sposta di un giorno.

Il vero discrimine non è la data in sé, ma cosa è stato pagato prima: chi ha versato la prima rata di luglio ha margine per gestire la seconda, chi l'ha saltata gioca sul 30 settembre la sopravvivenza dell'intero piano agevolato.

Fonti

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