Scadenze fiscali luglio 2026: rottamazione quinquies, pacchi e 730

Luglio 2026 non è un mese fiscalmente ordinario: tre scadenze si accumulano nella stessa finestra di trenta giorni, e almeno una — il pagamento della rottamazione quinquies entro il 31 luglio — annulla retroattivamente tutti i vantaggi già ottenuti con la domanda di adesione se saltata. Nel frattempo, dal 1° luglio parte la doppia tassa sugli acquisti online extra-UE e il nuovo obbligo antiriciclaggio per i professionisti. Questo è il calendario completo di quello che va fatto.

Il calendario degli adempimenti: date, soggetti e obblighi

DataAdempimentoChi è coinvolto
20 giugno 2026 (oggi)Ultimo sabato di call center straordinario sulla precompilata 2026Contribuenti privati
1° luglio 2026Tassa pacchi extra-UE + nuovo portale SOS antiriciclaggio (Infostat-UIF)Acquirenti online + professionisti soggetti ad obblighi AML
31 luglio 2026Prima rata (o unica rata) rottamazione quinquiesChi ha presentato istanza: circa 1,8 milioni di contribuenti
30 settembre 2026Invio modello 730/2026Contribuenti con sostituto d'imposta
31 ottobre 2026Invio modello RedditiAutonomi e professionisti senza sostituto

Rottamazione quinquies: cosa si perde se il 31 luglio scade senza pagamento

Chi ha presentato domanda di adesione alla rottamazione quinquies deve versare la prima rata entro il 31 luglio 2026. Chi ha optato per un'unica soluzione ha cinque giorni aggiuntivi di tolleranza; per le rate successive, quel margine non esiste.

Fino a quel giorno, la domanda funziona come scudo su più fronti. Concretamente, chi ha aderito può:

Quest'ultimo punto è diventato critico dal 15 giugno 2026, quando l'articolo 48-bis del DPR 602/1973 è stato inasprito: da quella data la PA verifica con più rigore la situazione debitoria prima di pagare professionisti e fornitori. Per i compensi anche di importo ridotto, se i debiti fiscali superano i 5.000 euro, la PA può bloccare la somma e versarla direttamente all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, erogando solo la parte residua. Chi ha aderito alla rottamazione quinquies è protetto da questo meccanismo — ma solo fino al momento in cui paga.

Se il 31 luglio passa senza versamento, tutte le tutele decadono e la riscossione coattiva riprende. La Corte dei Conti ha già documentato che dalla rottamazione quater lo Stato ha perso 11,2 miliardi di euro tra il 2023 e il 2024, in parte per istanze presentate in modo strumentale per guadagnare tempo. Le stime di incasso della quinquies si fermano a 9 miliardi: un obiettivo più contenuto rispetto alla quater, che riflette aspettative già ridimensionate. Se anche questa edizione si rivelerà prevalentemente strumentale, lo si verrà a sapere solo dopo il 31 luglio.

Dal 1° luglio: doppia tassa sui mini pacchi extra-UE, carico fino a 7 euro

Dal 1° luglio 2026 chi acquista prodotti da paesi fuori dall'Unione Europea con valore inferiore a 150 euro pagherà due contributi sovrapposti:

  • 3 euro per pacco: tassa europea sulle spedizioni extra-UE
  • 2 euro per spedizione: tassa italiana sulla stessa categoria

Il totale fisso è 5 euro a spedizione, a cui si aggiunge l'IVA su ogni ordine, con un carico massimo che può arrivare a 7 euro. Il governo italiano non ha ancora deciso se mantenere, modificare o eliminare la componente nazionale, con un nuovo rinvio che resta probabile ma non ancora formalizzato.

Dichiarazioni fiscali 2026: scadenze e adempimenti
Documenti fiscali con indicazioni sulle scadenze di versamento. Foto di Leeloo The First su Pexels

La Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) stima in 25,5 milioni di euro la perdita potenziale per lo Stato se entrambe le tasse entrassero in vigore insieme. Il meccanismo è paradossale: le aziende di spedizione stanno già organizzando il rerouting dei pacchi attraverso paesi europei dove la tassa italiana non si applica, per poi consegnarli in Italia via gomma. Risultato atteso: emissioni più alte, minori ricavi per la logistica italiana, meno IVA incassata. Confetra chiede l'abolizione completa del contributo italiano, non un altro rinvio.

Dal 1° luglio: le segnalazioni antiriciclaggio cambiano canale

Dal 1° luglio 2026 tutte le segnalazioni di operazione sospetta (SOS) devono transitare esclusivamente attraverso il portale Infostat-UIF. L'Unità di Informazione finanziaria ha introdotto uno schema segnaletico unico: ogni segnalazione riceve un numero identificativo e un numero di protocollo univoco su base annua.

Nelle Istruzioni pubblicate il 18 dicembre 2025, l'UIF ha ridefinito il perimetro dell'obbligo: la SOS non è più un adempimento burocratico da sbrigare, ma un "prodotto informativo strutturato". Per dottori commercialisti, notai e tutti i soggetti obbligati dalla normativa antiriciclaggio, questo impone un cambio operativo entro il 30 giugno: le segnalazioni presentate fuori dal portale Infostat-UIF dal 1° luglio in poi non saranno considerate valide.

Precompilata e modello 730: assistenza e scadenze

Da lunedì 23 giugno il call center dell'Agenzia delle Entrate torna al calendario ordinario: lunedì-venerdì, dalle 9 alle 17, escluse le festività nazionali. I numeri restano attivi: 800.90.96.96 da rete fissa, 06.97.61.76.89 da cellulare, 0039.06.45.47.04.68 dall'estero.

La stagione straordinaria di sabati aperti — inaugurata a fine maggio per accelerare l'invio e anticipare i rimborsi — si chiude oggi. Chi non ha ancora completato la verifica della precompilata ha comunque tempo fino al 30 settembre 2026 per il modello 730/2026 e fino al 31 ottobre 2026 per il modello Redditi. Le detrazioni sono le voci che più spesso richiedono una verifica manuale: un errore abbassa il rimborso o genera un debito a conguaglio.

IVA: termini di detrazione raddoppiati, decorrenza da chiarire

Il quarto decreto legislativo correttivo della riforma fiscale — il cosiddetto decreto Omnibus — ha raddoppiato i termini entro cui esercitare il diritto alla detrazione IVA, modificando gli articoli 19 e 25 del DPR 633/1972. Il testo del decreto non individua una decorrenza specifica: la lettura più naturale è che le nuove regole si applichino dalla data di entrata in vigore del correttivo stesso.

Per imprese e professionisti con partita IVA la finestra operativa si allarga. L'assenza di una norma transitoria esplicita lascia però aperta una zona grigia per le fatture ricevute prima dell'entrata in vigore del decreto. Un chiarimento ufficiale dell'Agenzia delle Entrate — eventualmente modellato sui criteri della circolare n. 1/E del 2018 — sarebbe necessario prima di modificare le procedure contabili interne.

La scadenza del 31 luglio è l'unica di questo calendario che non lascia margini di recupero: saltarla significa perdere simultaneamente DURC, sospensione delle esecuzioni e protezione sui pagamenti della PA. Le scadenze di settembre e ottobre sono più distanti. Ma chi aspetta settembre per raccogliere la documentazione del 730 si ritroverà senza i sabati di assistenza straordinaria che l'Agenzia ha garantito fino ad oggi.

Fonti

Leave a Reply